Libri

“L’uccello del paradiso”

41B8SIKRAXL._SX346_BO1,204,203,200_di Gabriele Ottaviani

Assai cospicua è la traccia egizia nelle storie ambientate a Pompei: città votata massicciamente ai culti d’Oriente, come ben riassume il maestro simbolista Gérard de Nerval in Iside, episodio centrale de Le figlie del fuoco (1854). Il maestro visionario di Aurélia viaggiò in Egitto, narrandolo come terra di erotici miraggi, firmando quel mirabile Viaggio in Oriente (1851), che mischia realtà e sogni. Memorabili le pagine al Cairo di ispezione ai mercati delle schiave, in cui passa in rassegna l’intero armamentario dell’esotismo erotico. Théophile Gautier, maestro di ogni decadenza, che lasciò magnifiche descrizioni dei suoi viaggi nell’Impero Ottomano, narra di un archeologo che scopre il corpo di una donna bellissima, nel romanzo della mummia (1857). Al fianco del cadavere un papiro che spiegava la storia della bella signora, follemente presa da un ebreo, mentre il faraone a sua volta la amava e la voleva per sé, in uno scontro di volontà che conduceva a morte la bella signora. Nel frattempo nel 1896 Parigi si infiammava per la piccante storia di Afrodite (“romanzo di costumi antichi”) che Pierre Louÿs incentrò sulla figura della cortigiana Criside. In una Alessandria ribollente di turpitudini, madre di ogni corruzione, ella per compiacere il suo amante, lo scultore Demetrio, si esibisce nuda al Faro, interpretando il ruolo di Afrodite. Per questo si macchia del crimine di blasfemia verso gli dei, l’autorità la condanna a morire per cicuta e lei lascia il suo corpo al compagno, perché ne faccia una scultura perfetta. Sigmund Freud ebbe a discettare di Mosè egizio, nei suoi saggi sulla figura ebraica, indagando in termini assai poco graditi all’ortodossia ebraica sulla presenza culturale e simbolica dell’Egitto nel mondo ebraico, che si è sempre dichiarato lontano da esso…

L’uccello del paradiso: Mario Mieli e la lingua perduta del desiderio, Luca Scarlini, Fandango. Esperto di saggistica, letteratura comparata e drammaturgia, storyteller di chiara fama e di grande e apprezzato talento, Luca Scarlini, nel mese del Pride, nei giorni della battaglia politica per l’approvazione di una legge viepiù necessaria come quella contro l’omotransfobia, che non è un vezzo, bensì non solo una violenza che rovina e distrugge la vita della sue vittime ma anche una vera e propria emergenza, checché ne dicano tutti coloro i quali, dimostrando una pochezza intellettuale che lascia a dir poco sbigottiti, pensano che i diritti civili siano una torta (dandone una fetta a qualcuno se ne tolgono ad altri), indaga con un testo denso, intenso, dotto, profondo, raffinato, divulgativo, istruttivo, variegato, ricchissimo di nozioni, suggestioni e riferimenti, la figura, celebre ma mai abbastanza nota, del fondatore del movimento omosessuale italiano e non solo, Mario Mieli, cui di recente Andrea Adriatico ha anche dedicato Gli anni amari, con, tra gli altri, Nicola Di Benedetto, Sandra Ceccarelli, Antonio Catania e Lorenzo Balducci. Da leggere.

Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...