Intervista, Libri

“Amanti e rivali”: Cinzia Tani racconta

cover_Tani_Amanti e rivalidi Gabriele Ottaviani

Il volo delle aquile arriva alla conclusione con Amanti e rivali: Convenzionali intervista per voi l’autrice della splendida saga ambientata nell’Europa cinquecentesca, Cinzia Tani.

Chi sono gli amanti e i rivali del titolo?

Ci sono rivali storici e rivali di fantasia. Tra quelli storici c’è Elisabetta I che fa decapitare Maria Stuarda. Ci sono i figli di Caterina de’ Medici, ognuno assetato di potere; ci sono le rivalità fra protestanti e cattolici che portano alla terribile strage degli Ugonotti a Parigi nella Notte di san Bartolomeo in cui anche donne e bambini vennero trucidati. C’è la rivalità del braccio destro di Filippo II, Antonio Pérez, nei confronti del giovane e affascinante comandante Don Giovanni, vincitore nella battaglia di Lepanto. Ci sono le rivalità fra musulmani e cattolici e quelle tra l’Inghilterra e la Spagna che porterà alla sconfitta della Invincibile armata. Poi ci sono le rivalità dei miei personaggi come le gemelle Clara e Camilla, innamorate dello stesso giovane.

Finalmente i lettori scopriranno la verità: ma che cos’è la verità, e quanto conta nella vita?

La verità non è quasi mai assoluta. Nei tre libri si capisce chiaramente come quella che sembrava l’ultima verità non era che un punto di vista di qualcuno verso ciò che era accaduto: l’omicidio dei marchesi Acevedo. Per avere una verità assoluta bisognerebbe conoscere perfettamente quale è stato il ruolo e lo stato d’animo di ciascuno dei personaggi che hanno preso parte all’evento. Raimunda è colpevole? Fino a che punto? E chi è invece l’istigatore, colpevole quanto i criminali? Si scoprirà in questo romanzo. Per quanto riguarda la vita, secondo me, a volte è meglio non conoscere la verità. Nello stesso tempo è importante anche impiegare una vita a cercarla.

Che personaggio è Sofia? E le due gemelle, Camila e Clara?

Sofia aveva una gemella suicida per amore. Lei ha avuto una relazione infelice con un uomo condannato a morte anche se innocente. Da quel momento si dedica all’unico figlio che diventa un grande cavaliere e poi fa del suo palazzo a Toledo il luogo di rifugio di tutti i parenti che soffrono, che sono stati abbandonati, che cercano pace. È il personaggio migliore del romanzo e quello più longevo. Prima protagonista, poi testimone di tutti i fatti importanti. Come per Sofia e Octavia, una maledizione prevede la morte della più bella anche per le gemelle Clara e Camila. Queste ultime sono molto diverse di carattere ma appena vedono Sebastian entrambe si innamorano. E non basta che la madre le mandi a distarsi alla corte di Caterina de’ Medici, e non basta neppure che una delle due decida di rinunciare all’amore per non fare soffrire la gemella.

Che cosa ci insegna la storia? E quella del sedicesimo secolo in particolare?

La storia insegna a vivere il presente. Il Cinquecento è il secolo più importante dell’umanità insieme al Novecento, quello in cui ci sono i maggiori eventi politici, bellici, religiosi, geografici, sociali, personali, con il grande potere della Spagna e della famiglia Asburgo.  I paesi coinvolti sono: la Spagna, le Fiandre, la Germania, l’Italia, l’Austria, l’Ungheria, la Gran Bretagna. Le guerre e le conquiste ci portano anche a Tunisi, ad Algeri e nelle Americhe. Ci sono i grandi personaggi: Carlo V, Filippo II, Solimano il Magnifico, il pirata Barbarossa, Giovanni dalle Bande Nere, la regina Margot, Caterina de’Medici, Elisabetta I, Alessandro Farnese e così via.

Che differenze c’erano tra le varie corti dell’epoca? E quali erano invece i punti di contatto?

C’erano molte differenze, soprattutto tra la corte di Spagna a Madrid e quella di Francia a Parigi. Quest’ultima era più brillante, elegante, fastosa, intrigante quanto la prima era esageratamente religiosa (c’era la Santa Inquisizione…), austera, cupa. Altra corte importantissima era quella di Malines in Belgio dove spesso risiedeva Carlo V e che poi si sposta a Bruxelles. I punti di contatto: le corti erano in relazione una con l’altra. Soprattutto quella francese e quella asburgica per impadronirsi dell’Italia. In entrambe ci sono personaggi che uccidono per assumere il potere, si vendicano, tramano. In entrambe ci sono segreti inconfessabili.

Ha già in programma una prossima saga?

Non scriverò mai più una saga. Troppo complicato e poi, con il mio carattere, non riesco a rimanere anni negli stessi luoghi e negli stessi periodi. Tornerò al romanzo singolo. Il prossimo sarà ambientato in Alaska, dove ho già fatto lunghi sopralluoghi, sarà anche un thriller (ma il filo noir c’è sempre nei miei romanzi) e parlerò del terrificante sversamento di petrolio della Exxon Valdez, la superpetroliera che nel 1989 si incagliò in una scogliera (perché il comandante era ubriaco) disperdendo in mare quaranta milioni di litri di petrolio. Ancora oggi si vivono le conseguenze di quel disastro ambientale.

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