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“Dopo il fuoco”

81oBS8GKOKL._AC_UL320_di Gabriele Ottaviani

Jordan era in cortile, ad ascoltare la brezza che faceva frusciare le foglie e a bere un drink. Sasha si rotolava sull’erba, saltava qua e là, felice di essere fuori nell’aria fresca della sera. Ogni tanto tornava di corsa al pontile in cerca di un grattino o di un bocconcino. Era una di quelle rare serate in cui la pioggia di poco prima aveva ripulito l’aria e perfino in città si riuscivano a vedere le stelle, che brillavano debolmente nel cielo che si andava oscurando. Jordan reclinò la testa all’indietro e studiò le ragnatele brillanti che si estendevano nella notte. «Cosa dovrei fare?» Non si stava rivolgendo a nessuno in particolare, dato che Sasha era tornata tra i cespugli a indagare su un fruscio particolarmente allettante. La vodka con ghiaccio gli scivolò lungo la gola, fresca e intorpidente, ma non fece nulla per alleviare il dolore della solitudine. In quegli ultimi mesi c’era stato un cambiamento nella sua routine, e Jordan era tornato a lavorare ai ritmi che teneva prima della morte di Keith. La mattina in ospedale a effettuare interventi e visite, poi tre pomeriggi a settimana nella clinica di Drew. Una volta trascorreva il tempo libero con Keith, Drew o Mike, ma i suoi amici ormai conducevano vite separate che non includevano lui. Non che Jordan lo avrebbe mai chiesto. Una o due volte aveva pensato di parlare con Drew, ma gli era salita una nausea improvvisa e potente che gli aveva rivoltato lo stomaco, e si era tirato indietro. Così trascorreva quelle ore con Sasha, oppure, con sua grande sorpresa, andava ad allenarsi in palestra. E continuava ad assumere lo Xanax. Tornò in casa per riempirsi il bicchiere e le sue dita si strinsero intorno alla bottiglia mentre versava la vodka. Certo, aveva diminuito la dose, ma nessuno poteva capire quanto fosse dura disintossicarsi dalle pillole. Non che qualcuno lo sapesse, dato che aveva scelto di fare tutto da solo. Il pensiero di dire a qualcuno della sua dipendenza gli faceva salire il panico nel petto, al punto che gli riusciva difficoltoso respirare.

Dopo il fuoco, Felice Stevens, Triskell, traduzione di Ilaria D’Alimonte. Jordan ha perso tutto: la tragica e improvvisa morte del compagno lo ha gettato nell’abisso più nero, ma quando le circostanze lo costringono a lavorare a stretto contatto con Lucas, misterioso e distaccato ma al tempo stesso gentile, evidentemente un’anima ferita e diffidente, sente che qualcosa che credeva sopito per sempre si sta prepotentemente risvegliando. E anche Lucas avverte che forse persino per lui è arrivato il tempo di rimettersi nuovamente in gioco: ma riusciranno a rischiare di soffrire ancora per provare a essere di nuovo felici? Intenso.

 

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