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“Sul lato selvaggio”

sul-lato-selvaggio-tiffany-mcdaniel-edizioni-di-atlantide-640x866di Gabriele Ottaviani

Cercai di ricostruire cosa fosse accaduto da quando ero ancora distesa sul letto nella stanza di John il Piscione all’istante in cui mi ero risvegliata all’aperto. Ma tutto ciò che riuscii a sentire fu la mia carne fredda, che tentava come meglio poteva di farsi carico della 233 situazione, tenendo a bada il tremito provocato dall’astinenza che mi scorreva nelle vene. «Le serve aiuto?», chiese la donna. Sapevo che era la classica moglie sfornafigli: un po’ come una porta a battente, pronta ad aprirsi e richiudersi un milione di volte in poche ore. La moglie ideale, per una fattoria come quella. «Ho vissuto qui. Anzi, non proprio…». Mi sedetti sull’erba, perché in quel modo mi sentivo meno nuda. «Ci viveva nonna Keith. Mia nonna, insomma». La donna guardò la strada, deserta in entrambe le direzioni, capendo forse solo in quell’istante che ero sola. «Ha bisogno di telefonare a qualcuno?», chiese, mentre stringeva la figlia e lo strofinaccio con la stessa forza. «A mia sorella», risposi, cercando di ignorare gli scarafaggi neri che sbucavano dal terreno. Erano grandi, come tutte le cose che ti vengono incontro strisciando, nella speranza di poterti divorare. Mentre avanzavano verso di me, mi pareva che avessero un paio di ali extra sul dorso. Poi vidi che erano altri scarafaggi, disposti a croce. Ogni scarafaggio portava i suoi morti sulle spalle. Non capivo se fosse un modo per gli scarafaggi vivi di portare il lutto, o per gli scarafaggi morti di ritardare il loro addio al mondo. «Può entrare, se vuole», disse la donna, stringendo i denti mentre apriva la porta. Mi alzai e mi coprii con le mani come meglio potevo…

Sul lato selvaggio, Tiffany McDaniel, Atlantide, traduzione di Luca Briasco. La sua prosa non ha bisogno di presentazioni, è indubbiamente e indiscutibilmente una stimolante meraviglia che regala grappoli di sensazioni deflagranti a ogni volgere di pagina: Tiffany McDaniel conosce l’arte della parola con la sapienza della sacerdotessa di un culto a cui ammette ognuno, purché abbia in animo il desiderio d’ascoltare e d’appassionarsi alla sconfinata gamma di poteri e possibilità che scaturiscono come lava da un vulcano. Sul lato selvaggio, anteprima mondiale di Atlantide, prende spunto da una serie di sparizioni e delitti femminili insoluti avvenuti a Chillicothe, in quell’Ohio che ha dato i natali all’autrice, che tuttora vi vive, per indagare i meandri più oscuri della nostra esistenza. Formidabile, ipnotico, ammaliante:  impeccabile e imprescindibile.

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