Libri

“Inside out”

Demi Moore_Inside Out_coverdi Gabriele Ottaviani

Intanto, a casa di mia nonna, le sorelle di mia madre cercavano di mostrare un po’ di solidarietà a Ginny, senza troppa convinzione. Ma lei era in piena modalità vittima: piangeva in modo incontrollabile e faceva di tutto per mettersi al centro dell’attenzione. Chiese che Danny venisse vestito per la veglia funebre con un abito scelto da lei, ma la sorella di mio padre, Margie, voleva usare un abito marrone. A quel punto, la situazione precipitò: Margie andò a casa di mio padre e rimosse tutti gli oggetti di valore per nasconderli da Ginny. Mia madre voleva un posto sulle automobili messe a disposizione dei famigliari dall’agenzia di pompe funebri. I fratelli e le sorelle di papà erano indispettiti dalla sola richiesta: non era più sua moglie, che cosa era venuta a fare? E così via. Sembrava che la rabbia della famiglia di mio padre nei confronti di Ginny si riversasse su di me, come se io fossi una sua estensione (in realtà, l’unica interazione significativa che ricordo di aver avuto con lei nei giorni del funerale fu un litigio su che cosa avrei indossato). Tutti sapevano che Danny non era il mio padre biologico e mi sembrava che all’improvviso la cosa avesse assunto un’importanza enorme. “Faccio davvero parte di questa famiglia?” Forse ero troppo suscettibile, ma mi sentivo sgradita, indesiderata. “Ha senso che io sia qui?” E non intendevo qui, a questo funerale, ma qui su questo pianeta. “Ha senso che io sia nata?”

Inside out, Demi Moore, Rizzoli. Si intitola come un geniale capolavoro d’animazione il volume con cui Demi Moore (L’ospedale più pazzo del mondo, Quel giorno a Rio, A proposito della notte scorsa…, Ghost, Codice d’onore, Proposta indecente, Rivelazioni, La lettera scarlatta, Amiche per sempre, Il giurato, Striptease, Soldato Jane, Harry a pezzi, Bobby, Empire), fragile e fortissima, racconta, senza dar l’impressione di voler dipingere l’agiografia di sé medesima, come da sottotitolo, la sua storia, in ogni dettaglio, essendo, del resto, l’unica e sola ad avervi preso parte sempre, e pertanto legittimata a narrarla alle proprie condizioni: interessante, intimo, crudo, da leggere.

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