Libri

“Come una storia d’amore”

71ykfUW7EmL._AC_UL320_di Gabriele Ottaviani

“Che schifo”, aveva scritto la Sconosciuta al politico, mostrando uno spregio di paese reale che impastava snobismo e sconoscenza insieme, e volontà di mettere le mani avanti ma non troppo avanti per non sporcarsele, perché guai a toccare i problemi, sui social network i problemi vanno osservati e giudicati, di qua o di là, che schifo o che meraviglia, di qua il politico e di là la Sconosciuta, su linee gotiche opposte ma uniti a tradimento dallo stesso linguaggio. “Che schifo”, aveva scritto la Sconosciuta, dietro una foto profilo che già diceva di cagnolini e nipoti lustrati a lucido, di tazze da tè e scritte inappuntabili, di piccole sofferenze mai così grandi da divorare il mondo intero, di analgesici che non diventavano mai ansiolitici. Beata lei, aveva pensato Paola. “Che schifo”, ed era sensato per la Sconosciuta essere antirazzista, era ovvio e giusto che quelle banali due parole, parcheggiabili ovunque nel deserto di Facebook, sulla pagina incandescente di un politico misero e provocatore avessero raccattato ventidue like. Sarebbero stati ventitré fino al giorno prima, perché la Paola che spiava le vite degli altri era pur sempre la stessa che aveva sempre votato a sinistra, antirazzista, antifascista, magari più capace di argomentare rispetto a “che schifo”, e dunque avrebbe forse aggiunto volentieri anche il suo pollice in su. Fino a che non aveva preso coscienza, sotto il cielo ceruleo della Laurentina, che nessun politico di nessuno schieramento, né buono né cattivo, si sarebbe preso carico della sua matassa aggrovigliata…

Come una storia d’amore, Nadia Terranova, Giulio Perrone editore. Roma, a rovesciarla, si legge amor, e già questo vuol dire, se non tutto, molto. Spesso infatti la vita, e tutto quel che la riguarda e ne consegue, è solo una mera questione di punti di vista, di angolazioni, di prospettive: Nadia Terranova, che non ha bisogno di presentazioni, poiché la sua prosa, nota e dal riconosciuto pregio, è cristallina, efficace, curata e originale, conduce con mano sicura, senza retorica o ridondanze, il lettore attraverso luoghi che manifestano pienamente un’innata duplice valenza, quella fisica e quella spirituale. La città, luogo di confine, conflitto, confronto e contatto, una, nessuna, centomila, non solo non è un mero sfondo, ma non è neanche un personaggio, è la vicenda stessa, una storia d’amore, che fa piangere, ridere, soffrire, godere, emozionare: del resto, che l’amore sia tutto, si sa, è tutto ciò che ne sappiamo. Da leggere.

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