Libri

“Munnu”

unnamed (1)di Gabriele Ottaviani

Il mondo era entrato nel nuovo millennio, ma Munnu non ricordava molto del 1999 e del 2000. Forse perché ogni giorno era uguale al precedente. Anche a scuola le cose non erano cambiate granché. La maggior parte dei compagni di classe marinava o si fingeva malata per evitare le percosse degli insegnanti. Per tenerli buoni, le ragazze portavano cioccolatini o biscotti. Riyaz prima dell’assemblea mattutina si imbottiva di libri per proteggersi dalle punizioni…

Munnu ha sette anni, vive nel Kashmir, terra misconosciuta, in conflitto, governata con protervia, in cui sono evidenti le responsabilità non solo dell’India ma anche dell’ex madrepatria, ossia la Gran Bretagna, e dell’Occidente tutto, raccontata in un graphic novel di rara potenza evocativa che parla di esistenza e resistenza avvalendosi del lessico dell’allegoria – i personaggi kashmiri sono cervi… – e di una tecnica ispirata alla tradizione artistica della regione, fondata su miniature, arte rupestre e xilografia. Munnu è piccolo, ama più d’ogni cosa il disegno e lo zucchero e sogna un futuro migliore: Munnu (sottotitolo Un ragazzo del Kashmir, traduzione dall’inglese di Juan Scassa) è, di fatto, Malik Sajad, che, con accenti à la Persepolis (capolavoro assoluto e indiscutibile), dà alle stampe con Add una storia intima, evocativa, magnetica e magnifica.

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