Libri

“La peste nuova”

copertina _ la peste nuovadi Gabriele Ottaviani

Salvatore non fa neppure in tempo a replicare che l’altro torna a sommergerlo: “Signor Salvatore, non sia insicuro, ormai tutti fanno scommesse così, nei momenti straordinari è concesso, ci pensi, su…” Incredibilmente, si mettono d’accordo, Salvatore, convinto di non avere niente da perdere, accetta la sfida, saluta garbatamente l’altro e riprende a fare colazione. I pensieri a voce alta di Salvatore per rassicurarsi sulla bontà d’avere accettato la sfida? Conosco appena il tipo, so che sa il fatto suo, l’ho visto pure litigare con il garagista, c’è mancato poco che tirasse fuori il cric, ma quando mai la nostra squadra, con i tempi che corrono, riesce a vincere… Salvatore è sicuro di farcela. È disposto a rischiare, nonostante il suo profilo attitudinale potrebbe indicare il contrario. Non può credere all’improvvisa resurrezione dei verde-marrone, accompagnati dalle giovani mogli dalle lunghe gambe, le extension, i cronografi di pregio al polso, sedute in tribuna, a divorarsi nervosamente le unghie, e a mostrare proprio le gambe fuori dalle minigonne stampigliate di rebus del cinese. Va da sé che perdono… Così Salvatore, riconosciuto zimbello di quartiere. Nel frattempo, l’altro si sfrega le mani di soddisfazione cercando di ricordare dove abbia messo i profilattici. Lui, figlio di inurbati, secondo di quattro figli, tolto il più piccolo, morto assai presto e composto nella bara con l’abitino da fraticello, mettiamo che si chiami Salvatore, si vede già a tenere fermo l’altro Salvatore e con le mani a scostargli i glutei…

La peste nuova, Fulvio Abbate, La nave di Teseo. Sono due. Sono belle. Di più. Sono irresistibili. Sono giovani. E giaceranno con lui. A patto che lui faccia qualcosa. Non per loro. Per tutti. Non per quella città, per il mondo intero. Per la paura, che tutto avviluppa e ognuno attanaglia. Del resto lui ha il potere. È un inventore. Inventa storie. Meglio, facezie. Barzellette, per la precisione. È in crisi, la sua vita è allo sbando, il luogo dove vive è preda della peste. La peste nuova. Un bacillo sconosciuto, mai provato né scoperto prima, e anche il tempo pare scorrere in maniera differente. L’intellettuale accetta l’incarico, con un medico s’impegna, ma chi sono davvero le due ragazze? Allegorico, formidabile, geniale: una lettura travolgente e molto profonda e significativa.

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