Libri

“La trasferta dell’USD Arzinese al Macondo”

71rH 9iM9uL._SL1500_di Gabriele Ottaviani

Il mondo del calcio è una ruota dentata che macina tutto per permettere di splendere lucida e in movimento, i calciatori esperti ricevono il pallone in prestito dalle nuove generazioni e, senza quelli che li hanno preceduti, non avrebbe potuto giocare. Dopo centoottanta gol con Tamai, Fontanafredda, Fiume Veneto e Portomansuè, appesi le scarpe al chiodo, in concomitanza con dei dolori al ginocchio. Vissi stagioni esaltanti a fronte di grandissimi sacrifici, conciliai l’attività agonistica col lavoro in fabbrica. Sono cresciuto nella Sacilese per passare al Fontanafredda ed esordire in Prima Squadra, nell’estate del 2016 ebbi la possibilità di eseguire un provino per il Colonia, venni visionato dal nazionale Oliver Khan. Il contratto sfumò in seguito a delle coincidenze legate alla necessità di posticipare il tesseramento e al cambio dell’allenatore dopo un inizio di stagione sfortunato. Rimase la soddisfazione di essere stato apprezzato da dei professionisti e di aver visto da vicino quel mondo, d’altronde non sono sicuro che fossi portato per un ambiente che richiede sacrifici, rinunce e limitazioni cruciali, corri sospeso su un filo, paghi ogni minimo errore, è una scelta molto stressante e il divertimento passa in secondo piano.

La trasferta dell’USD Arzinese al Macondo (con eserghi, prologo, tifosi, epilogo e dizionario minimo al seguito), Lucio Gava, Bradipo Libri. Brillante, ironica, sapida, divertente, lieve ma niente affatto superficiale, anzi, profonda, caratterizzata alla perfezione in ogni dettaglio, sia per quanto concerne gli ambienti che i personaggi che le emozioni e le situazioni, ricca di livelli di lettura, riferimenti, reminiscenze, rimandi e chiavi d’interpretazione, la raccolta di trentatré racconti di Lucio Gava è una piacevole ventata d’aria fresca, e dipinge un vividissimo affresco della provincia, dell’umanità, del calcio, passione che si declina in mille sfaccettature e che è parte integrante di un certo immaginario collettivo, amalgamando in modo riuscito le voci dei calciatori dilettanti della compagine del titolo e le confidenze dei suoi sostenitori, che si riuniscono nel punto d’incontro, dialogo e confronto per antonomasia, il bar, dall’evocativo nome di Macondo, in cui si intrecciano vite e pensieri. Da leggere, per tutti.

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