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“In frantumi”

cover500di Gabriele Ottaviani

«Quale sarebbe il punto?» «Non ne ho idea. Forse spingere la gente a protestare contro le armi così troveranno una scusa per togliergliele lo stesso. So che è stupido, ma ero curioso, così ho fatto una ricerca sul web. Questo forum spara quasi sempre stronzate, ma credo che uno degli utenti abbia un informatore in polizia. Ho imparato un paio di cosette che la polizia non ha detto durante le conferenze stampa.» Mi aveva incuriosito. «Ad esempio?» «Ad esempio… sai perché ci sono così poche immagini dei colpevoli?» Riflettei sulle sue parole. Avevo visto qualche immagine, lo stesso video che mostravano quasi tutti i notiziari. Due figure vestite di nero e armate che uscivano dall’ingresso dell’Ala D e si dirigevano a sinistra. Durava soltanto pochi secondi. Brian mi fissò e annuì. «C’è soltanto quel video breve, giusto? Quello registrato da un ragazzo con il cellulare. Ti sei mai chiesto perché non ce ne siano altri? Il parcheggio e la scuola sono pieni di videocamere.» «Forse la polizia ha trattenuto quel video come prova?» «Be’, secondo questo tipo su Patriot March, il sistema delle videocamere di sicurezza aveva smesso di funzionare. Nello specifico, si era guastato lunedì 24 settembre. Martedì avevano chiamato il fornitore per ripararlo, anche se nessuno era disponibile prima del 3 ottobre. Venerdì 28 è successa la tragedia.» «Perché il sistema è andato in crash?» «Ottima domanda,» rispose Brian con enfasi. «Ci sono due possibilità. Anzi, tre. Prima di tutto, qualcuno ha sabotato il sistema di proposito, quindi vorrebbe dire che i responsabili avevano accesso diretto al sistema oppure che sono riusciti a hackerarlo da casa. In questo caso, la teoria cospiratoria e tutta la storia del deep web sarebbero plausibili.» «Okay.» «La seconda possibilità è che si sia trattato solamente di una coincidenza che le videocamere non funzionassero il giorno della sparatoria.»

In frantumi, Eli Easton, Triskell edizioni. Traduzione di Alice Arcoleo. La Jefferson High School è un giorno, come purtroppo troppo spesso accade nella realtà, e ne ha parlato pure tanta filmografia, da opere cinematografiche più impegnate sino alla serialità di formazione del piccolo schermo, il teatro di un’orribile sparatoria, in cui Brian, lo spensierato e bellissimo quarterback che sembra avere tutto, compreso un futuro radioso dinnanzi a sé, rischia di perdere la vita. Lo salva Landon, più fragile in apparenza ma molto più forte nella realtà, che non ha paura di palesare il suo essere gay. E dovrà aiutare ancora una volta Brian, ma… Intenso ed emozionante.

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