Libri

“Vite apocrife di Francesco d’Assisi”

81PWXvqAaZL._AC_UY218_ML3_di Gabriele Ottaviani

Vuole impedire all’inquisitore di bruciare un poveruomo e, più ancora, non riesce ad esimersi dal difendere certe idee ereticali pericolosamente affini alle sue. Qual è il confine tra blasfemia e santità? Io, io stesso, se non fossi così debole, dovrei fare altrettanto. Alzarmi in piedi e gridare che la barbarie della tortura e del rogo mi ripugnano, foss’anche per punire il più abietto e crudele dei peccatori!… – ha ragione senz’altro, il nostro confratello: l’aspetto dottrinale non va trascurato. Essi, riconosciamolo pure, osservano i nostri medesimi riti, officiano gli stessi Sacramenti. Ma hanno l’assurda pretesa, già in sé bastevole per la scomunica, di negare ai chierici regolari il privilegio d’amministrarli. Codesti Apostolici vogliono impartirseli da soli la Confessione, l’Eucaristia, l’Unzione! Credono che ognuno possa colloquiare con Dio senza l’intermediazione di un sacerdote. E non è questa la peggior bestemmia? Che dire, inoltre, del vincolo nuziale, il casto nodo che più di ogni altro giuramento è inviso al Diavolo, tentatore della carne? Abbi la compiacenza, fratello Ubertino, di chiedere all’imputato se è vero o non è vero che presso le dissolute comunità degli Apostolici gli uomini e le donne usano unirsi carnalmente al di fuori del matrimonio, se essi si baciano e si toccano le pudenda gli uni con gli altri, ogni uomo con molte donne e ogni donna con molti uomini, e se egli stesso si sia abbandonato a tali sconcezze e se abbia spinto qualche anima innocente nell’abisso del peccato, seducendola e piegandola alle sue turpi voglie!». Ubertino è costretto ancora una volta a tradurre, la sua voce trema mentre ripete le parole impudiche che l’inquisitore ha pronunciato suo malgrado – non si descrive efficacemente l’abiezione con un linguaggio conforme alla decenza – e anche a lui, nello scavare sempre più a fondo, tocca lordarsi di fango. Bonagrino potrebbe negare, o…

Vite apocrife di Francesco d’Assisi, Massimiliano Felli, Fazi. Che cos’è la verità? Stando alla definizione del vocabolario, è ciò che non è falso, mendace, menzognero, sbagliato. Ma ne esiste una assoluta, incontrovertibile, inattaccabile, incontestabile? O è sempre e comunque una questione di punti di vista, di propaganda, di convenienza? È il tredicesimo secolo, Bonaventura da Bagnoregio, ministro generale dell’Ordine francescano, lacerato dai conflitti intestini a quarant’anni dalla scomparsa del poverello d’Assisi che col suo messaggio salvifico e universale ha dato origine a tutto, ha redatto una biografia del santo che si è spogliato di ogni cosa per aiutare chi non aveva nulla, seguendo nei fatti concretamente i precetti di Cristo. Il testo diviene l’unico ammissibile, ortodosso, accettabile. È quella, dunque, la verità. Tutte le altre versioni devono essere distrutte. Ma, come nel mito accade sovente che figli non voluti e preconizzatori di sciagure, benché la Pizia abbia raccomandato che debbano essere sacrificati, vengono invece solo esposti, e poi dunque salvati, e quel destino che non doveva compiersi si compie, così succede che quel che doveva essere consegnato alle fiamme non resti in cenere, e anzi continui a fare splendida e sovversiva mostra di sé, come un parodico controcanto… Irriverente, provocatorio, insolito, ricco di livelli di lettura e di chiavi d’interpretazione, il romanzo storico di Felli intriga e coinvolge.

Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...