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“Il contrario di padre”

cop mondadoridi Gabriele Ottaviani

«È vero che secondo me quelli che portano gli occhiali di notte dovrebbero mettersi delle lenti a contatto per la notte: così vedono bene i sogni?» «Da dove le tiri fuori certe idee…» Semiaddormentata quasi sul bordo del letto, Clem ha gli occhi ancora socchiusi, si gira lentamente per seguire la frenesia di Giulio. Sta scombinando a casaccio i vestiti nella valigia aperta sulla sedia: oggi non vuole il solito costume verde, la madre gliene ha messi via altri quattro che non ha ancora usato. Forse ridono troppo senza pensare a Geremia, invece la sua assenza li riempie di una tensione sottilissima, che a volte svanisce in aria come una bolla di sapone altre si stringe in un pugno che preme contro la bocca dello stomaco. Giulio sta conoscendo il fantasma del padre che lo perseguiterà negli anni a venire, un fantasma distratto che prende e se ne va in giro, si fa dimenticare in un silenzio senza presagi e da un momento all’altro sfuma in un passato che non è mai esistito, finché un giorno che non ci pensi più, con una prepotenza repentina, batte un colpo e ti frega: come il crampo al polpaccio che sorprende Giulio con una fitta lancinante. Clem l’ha fatto sdraiare sul letto e tirare su la gamba dolorante. Adesso gli spinge le dita del piede verso il basso: «Così il muscolo si scioglie»…

Il contrario di padre, Sebastiano Mondadori, Manni. A generare un figlio non ci vuol nulla, basta uno scambio di fluidi. Non serve neanche l’amore. Essere padre, invece, è tutt’un’altra cosa. È amore puro. Quando Giulio viene a sapere che colui a cui deve metà del suo patrimonio genetico, cromosoma Y compreso, non c’è più, è immediatamente catapultato indietro nel tempo, è di nuovo il bravo bambino che scopre un genitore che non ha mai avuto, di fatto, a cui, per un’estate di continue agnizioni, travolgente, bellissima, fiammeggiante di libertà, l’ansiosa madre deve lasciarlo. A lui, e alla giovanissima fidanzata. È il millenovecentosettantasette, un anno di piombo e di corse in spiaggia a perdifiato. È tutto talmente meraviglioso che diventa ancor più imperdonabile il fatto che poi quell’uomo si dissolva per sempre, fin quando non fa capolino con la violenza d’un uragano per comunicare che la sua assenza è ormai irredimibile… Mondadori scrive in maniera magnifica, conosce l’anima, le persone, i luoghi, i sentimenti, le emozioni: questo non è un romanzo, è un’esplosione di bellezza. Assolutamente necessario.

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