Libri

“Acqua salata”

Cover_Andrewsdi Gabriele Ottaviani

La tensione che avevo dentro non mi dava tregua. Non sopportavo l’odore nei corridoi e il bisbigliare in gruppetti nel cortile della scuola. Ero volubile e mi sentivo continuamente sotto esame. Branchi di ragazze si squadravano a vicenda, e i ragazzi sbandieravano chi si era fatto chi e se le ragazze in questione baciavano più o meno bene. All’intervallo ci sedevamo in cerchio al bar a leggere i consigli di Glamour su come fare i pompini e a prenderci in giro l’un l’altra per la nostra ingenuità. Mi sentivo inadeguata e sotto una pressione straziante. Tenevo gli occhi incollati all’orologio, aspettando con ansia che la campanella comunicasse la fine di ore che si trascinavano lentamente verso la sera e mi liberasse.

Acqua salata, Jessica Andrews, NN, traduzione di Silvia Rota Sperti. Il nonno le lascia la casa, e per Lucy è un segno: non può fare a meno di tornare da Londra, per cui ha abbandonato la provincia, gli accessi d’ira del padre troppo attaccato alla bottiglia, le ansie ingestibili per il fratello sfortunato, a cui l’esistenza ha voltato le spalle da subito, mettendosi di traverso, salita ripida, quasi del tutto impraticabile, per trasferirsi in quella venusta e vetusta magione nel Donegal, laddove la natura le parla, le fa sovvenire ricordi quasi rimossi alla mente, la calma e placa. Lirico e sublime, il romanzo indaga il desiderio, la passione, l’anima, la speranza, la ricerca della felicità: e leggerlo rende felici.

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