Libri

“Confidenza”

starnodi Gabriele Ottaviani

La guardai perplesso. Scherzava, faceva sul serio? Mi stava proponendo un controllo a distanza, un super io esigentissimo che per i prossimi cinquant’anni avrebbe parlato a me con la sua voce, a lei con la mia? Che ragazza fantasiosa, peccato non riuscire a tollerarla per più di un’ora. Aveva un cervello che macinava di tutto, bravissima nelle materie scientifiche e in quelle letterarie, e un bisogno di vita tesa, un filo d’acciaio che vibrava contro la pelle tagliandola. Quanto coraggio, quanta audacia: oggi le ragazze sono in genere così, ma allora non ancora, Teresa era stata un pezzetto di futuro schizzato via dalla periferia romana. Addio ai genitori, addio ai parenti e agli amici, addio ai monti sorgenti o declinanti, addio soprattutto a me. Aveva lasciato l’Italia, era salita su aerei su cui io non ero mai salito, era finita in mondi e costumi e lingue di cui non sapeva nulla, aveva affrontato prove di ogni genere ostacolata da uomini e donne di normale, comunissima malvagità, e tuttavia non si era lasciata fermare, aveva fatto sempre meglio, aveva ridotto tutto a sé. Non replicai, ebbi solo una mezza risata quasi silenziosa e lasciai che continuasse a girare intorno alla proposta di matrimonio che mi aveva appena fatto. Adesso usava il tono che conoscevo meglio, ogni frase in bilico tra seduzione e sferzate di dileggio, una voce ironica senza vezzi, sempre sull’orlo del sarcasmo. I due minuti si erano dilatati, cominciò a piacermi stare nel bar con lei a bere una seconda birra. Mi passò di mente Tilde, la telefonata serale a mia moglie e ai bambini. Teresa si diede a punzecchiarmi, le era bastato un colpo d’occhio dal fondo della sala per capire cosa era maturato tra me e Tilde, cosa sarebbe accaduto quella sera. Che vestito elegante, diceva, ha madama Belluria. Sai quanto tempo quella finissima regina passa davanti allo specchio a truccarsi, a saltellare facendo ginnastica, a curarsi con creme che bisogna svaligiare una banca per comprarsele? In un giorno solo lei butta via quanto io centellinerò per una vita intera…

Confidenza, Domenico Starnone, Einaudi. Rivelare a qualcuno qualcosa che nessun altro conosce tesse inevitabilmente fra le persone coinvolte una trama che, nonostante quello che poi, spontaneamente, deciderà la vita per sé medesima, incurante delle conseguenze, non potrà mai in alcun modo essere del tutto lacerata. Pietro e Teresa stanno vivendo una crisi nera nella loro relazione, e così decidono di essere veramente sinceri. Naturalmente gli esiti sono pessimi, i due si lasciano, lui cambia vita, è sul punto di essere finalmente felice con un’altra ma proprio in quel momento Teresa riappare dal nulla. E lo minaccia… Il passato non passa mai del tutto, resta monolite immobile, al massimo un po’ eroso dal tempo, a definire l’autunno del nostro scontento, e l’ambiguità che tutti abbiamo dentro. Starnone torna in libreria con un romanzo potentissimo, un saggio profondo sull’anima e le sue contraddizioni. Da non perdere.

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