Libri

“Il guardiano della morte”

71f6a68fQKL._AC_UY218_ML3_di Gabriele Ottaviani

Lo scontro del giorno prima era stato senza scopo…

Il guardiano della morte, Ambrose Bierce, Mattioli 1885. A cura di Livio Crescenzi e Tonina Giuliani. Il suo trapasso, a settantadue anni ancora da compiere, all’inizio del millenovecentoquattordici, presso Chihuahua, in Messico, laddove era andato per prendere parte alla rivoluzione, è avvolto in una coltre di mistero, tanto che alcuni hanno finanche pensato che sia stato nientedimeno che l’alter ego di B. Traven, pseudonimo di uno scrittore che si presume di madrelingua tedesca e che, attivo nella prima metà del Novecento, ha saputo dissimulare alla perfezione la propria identità. Quel che è certo è che Ambrose Bierce, militare, giornalista, aforista, scrittore, una delle voci più autorevoli della San Francisco della sua epoca, noto soprattutto, ma non esclusivamente, per il Dizionario del diavolo, è un narratore formidabile: in quest’antologia di brevi, lapidarie, fulminanti storie ambientate durante la guerra di secessione, cui partecipò come topografo rischiando più volte di rimetterci le penne, dà prova di mirabile sapienza nel tratteggiare la vita e la sua innata assurdità: una deflagrante delizia.

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