Libri

“Forma e imitazione”

07afb08cover28604di Gabriele Ottaviani

Nel corso dell’Ellenismo il colore “sostituisce” il disegno quale anima della pittura…

Forma e imitazione – Come le idee si fanno mondo, Francesco Valagussa, Il Mulino. Questo luogo al di sopra del cielo nessuno dei poeti di qui lo cantò né mai lo canterà degnamente. Ma è così – perché si deve avere il coraggio di dire la verità, soprattutto quando si parla della verità. Infatti questo luogo è occupato dall’essenza (ousia) incolore, non raffigurabile e impalpabile che è veramente, visibile solo all’intelletto (nous) pilota dell’anima. Così la dianoia (riflessione) del dio, nutrita di nous (intelletto) e di scienza (episteme) pura, e di ogni anima che si curi di ricevere quanto le si addice, vedendo per un po’ di tempo ciò che è, lo ama (agapà), e fissando il vero cresce e si sente bene, finché la rivoluzione in cerchio non la riconduce allo stesso punto. In questo giro essa contempla la giustizia in sé, la sophrosyne, la scienza – non quella cui perviene il divenire, né quella che è diversa a seconda della diversa cosa che è, come la chiamiamo noi, bensì quella che è in ciò che è realmente; e similmente, dopo aver contemplato le altre cose che sono in realtà ed esserne stata ospite, distaccatasi di nuovo verso l’interno del cielo, torna a casa. E giuntavi, l’auriga fa fermare i cavalli alla mangiatoia, getta loro ambrosia e li abbevera con nettare. Questa è la vita degli dei. È questo l’iperuranio platonico, ossia il luogo dove risiedono le idee, che sono gli inarrivabili modelli, i punti di riferimento, i parametri e paradigmi su cui si basa tutta l’immensa molteplicità del creato: ma come fanno a diventare reali, a essere parte del nostro mondo? Come si fa a far diventare un pensiero qualcosa di tangibile? Francesco Valagussa, professore associato di Filosofia teoretica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, docente di Estetica e forme del fare e Teoria delle forme simboliche, direttore del Centro di Ricerca di Metafisica e Filosofia delle Arti (Diaporein), membro della Società italiana di estetica (SIE) e del Centro europeo di Ricerca di Storia e Teoria dell’immagine, curatore di opere di Kant, Hegel, Simmel, Musil e Benjamin e molto altro ancora, indaga questo tema sotto ogni punto di vista, dando alle stampe un volume pieno di senso e altamente stimolante. Da leggere.

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