Libri

“Svegliarsi sposati 2 & 3”

Cover500 (1)di Gabriele Ottaviani

«Patrick?» Will si avvicina, la testa piegata in avanti in un gesto affettuoso e i grandi occhi marroni che guardano in basso, verso di lui, con un’espressione preoccupata. «Va tutto bene. Quando possiamo andarcene?» Will deglutisce e si guarda oltre la spalla, poi bisbiglia: «So che mia madre si sta comportando…» «Da vera stronza.» «In maniera iperprotettiva, ma è preoccupata per me. Ha sempre creduto che Ryan mi tenesse al sicuro.» «Lo so, me ne hanno parlato.» Will piega la testa di lato. «Ah sì?» «I bambini dicono le cose più assurde. A quanto pare, tutto quello che ti ha protetto dalla morte per la peste gay è stata la mano ferma di Ryan.» Le guance di Will si fanno rosse. «È stato difficile, per mia madre e Kevin, accettare i rischi associati alla mia omosessualità. Avevano paura che potessi finire come Roy.» Patrick gli afferra la manica della camicia e lo tira più vicino a sé nell’alcova. «È assurdo. Lei ha più probabilità di te di contrarre l’HIV, con i suoi partner sessuali multipli e la sua incapacità di tenersi le mutande addosso ogni volta che tuo padre passa in città!» «Patrick, lo so…» «Ma sei stato con due persone in tutta la tua vita! Io e quella testa di cazzo! E sei sempre stato attento. Anche quando eri ubriaco marcio, abbiamo usato le precauzioni.» Le macchie sulle guance di Will si fanno più scure. «Cosa?» «Una volta, Ryan non ha…» «Lui cosa?» «Solo una volta. Tanto tempo fa. Ho fatto le analisi da allora, e sto bene.» La pelle agli angoli degli occhi di Will si fa più tesa. «Pensava che forse fosse per via del preservativo.» «Che fosse cosa, per il preservativo?» Le spalle di Will sprofondano mentre si passa una mano sul viso. «Non posso parlare di questo, non qui. È troppo personale.» «Perché le hai lasciato credere che fosse una specie di santo?» Will chiude gli occhi. «Perché avevo bisogno che mi sostenesse, che sostenesse noi due…» «Intendi te e Ryan.» «Sì. E lei non si fida di me!» Riapre gli occhi di scatto. «Per delle buone ragioni. Ero spericolato, alle superiori e al college, prima di incontrarlo. Non sessualmente. Be’, non che sappia lei, quantomeno. Non ha mai saputo del ragazzo a cui facevo pompini a scuola. Ma ero sconsiderato con la mia malattia. Con il bere.» Patrick ingoia le parole che aveva sulla punta della lingua, allungandosi per accarezzare i morbidi capelli di Will e spostarglieli dalla fronte, poi facendogli scendere le dita sul lato del viso. «La fiducia per interposta persona vale meno di niente.» Will si morde il labbro inferiore. Patrick ricorda la sensazione morbida e carnosa di quel labbro. Gli fa scorrere la mano su per il braccio fino alla spalla, alla nuca, dove i capelli di Will gli solleticano la punta delle dita. Lo sguardo dell’altro cade sulle sue labbra. Le sue pupille si dilatano e sembra mancargli un po’ il fiato. Una tensione elettrica vibra fra di loro. Patrick si alza in punta di piedi, mentre lo spazio fra i loro corpi svanisce e le loro labbra quasi si toccano… «Oh, non lasciate che vi interrompa, ragazzi,» li interrompe la voce leziosa di Eleanora. «Ma giusto perché tu lo sappia, William, tua madre e tuo zio se ne stanno andando con i bambini. Hanno menzionato qualcosa sul bisogno di aria fresca.» Will si allontana di scatto, con il collo e il viso rosso fuoco. «Grazie, nonna. Andremo a salutarli.» «A dire la verità, io passerei,» dice Patrick, uscendo a grandi passi dall’angolo e avvicinandosi a un piatto di brownie sulla credenza accanto al forno. Se ne infila uno in bocca. «Penso che sia meglio che gli stia fuori dai piedi.» Will non sembra dell’idea di protestare. «Non è colpa tua, se tutto è andato male oggi, okay?» «Come ti pare.» Eleanor gli rivolge un sorriso malandrino prima di seguire Will che sta uscendo dalla cucina. Patrick estrae il telefono dalla tasca e con pollici sporchi di cioccolato digita: Grazie per le foto dei bambini. Anch’io sono grato per avervi incontrato. Buon Ringraziamento.

Svegliarsi sposati 2 & 3 – Will e Patrick incontrano la famiglia – Will e Patrick e le festività natalizie, Leta Blake, traduzione di Cinzia T., Triskell. Si sono sposati a Las Vegas solo per finta, forse, devono tenere nascosta a tutti la loro relazione, la tensione erotica fra di loro è irresistibile, una spia della mafia li pedina e comunque tutto questo è niente rispetto al problema di dover affrontare per la prima volta insieme come coppia l’esame dei parenti, che definire disfunzionali – e anche un po’ serpenti, come tradizione proverbiale vuole… – è un delicato eufemismo, e delle feste di Natale: i nuovi episodi della commedia romantica che vede anche il debutto come autrice di Alice Griffiths si lasciano leggere con grande piacevolezza.

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