Cinema

“Dolittle”

dolittle-robert-downey-jr-copertinadi Gabriele Ottaviani

Del tutto depresso e rinserrato – dopo la perdita dell’amatissima moglie, con cui divideva tutto, in primo luogo la passione per gli animali e l’avventura – nella magione donatagli per gratitudine dalla regina d’Inghilterra (amata da molti, odiata da chi ne vuole il trono) che ora ha bisogno di lui non perché la moglie di un nipote si comporti in maniera inurbana ma perché rischia letteralmente di andarsene all’altro mondo (e con lei se ne andrebbe anche la casa, che finirebbe in mano al Tesoro), il dottore che per eccellenza – quattordici i romanzi a lui dedicati fra il millenovecentotrentuno e il millenovecentocinquantadue da Hugh Lifting – parla agli animali, che ama, e non agli uomini, che odia, perché praticano il male gratuito, è costretto suo malgrado con tutta l’armata Brancaleone (o meglio, l’arca di Noè…) di scoiattoli, pappagalli, oche, gorilla con poca autostima, struzzi lamentosi, orsi bianchi freddolosi e chi più ne ha più ne metta, ad andare in cerca del salvifico frutto dell’albero dell’Eden, panacea per tutti i mali. E con lui c’è anche un ragazzo orfano che non vuole affatto diventare un cacciatore come lo zio… Tra le voci spiccano quella della sempre eccelsa Dama dell’Ordine dell’Impero Britannico Emma Thompson, e poi Rami Malek, Tom Holland, Selena Gomez, Marion Cotillard; con loro in gara di professionismo – siamo a livelli davvero alti, come quelli raggiunti dal cast dei vari episodi, specie il secondo, del gioiellino Paddington – ci sono Robert Downey jr., Antonio Banderas, Martin Sheen, Jim Broadbent e tanti altri, fra cui Kasia Smutniak: Dolittle, in sala per Universal dal trenta di gennaio, è un crogiuolo di citazioni (dal Padrino in giù), battute forse in qualche caso non proprio raffinatissime ma senza dubbio efficaci (Che cos’ha uno scorpione più di me? A parte quell’enorme pungiglione…, si chiede una timida libellula lasciata a un passo dall’altare o quasi dalla fidanzata formica) e divertenti peripezie. Una vera gioia per gli occhi e il cuore, e la canzone sui bei titoli di coda è splendida.

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