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“Margaret Thatcher”

71e7I4JViuL._AC_UL320_ML3_di Gabriele Ottaviani

Il golpista Galtieri si augurava che anche la signora Thatcher si fosse dimenticata delle Malvine, come Dio e forse la regina. Si sbagliava…

Interpretandola sul grande schermo, con una prova tutto sommato non particolarmente interessante, anzi, Meryl Streep si è aggiudicata il terzo Oscar: Margaret Thatcher, ossia la prima prima ministra donna dell’algida Albione, unica prima della pessima May, la lady di ferro ma pure abile nella seduzione, la leader del partito conservatore britannico, colei per la cui morte risuonò, atto di estremo e orrido dileggio, persino la canzone del Mago di Oz Ding dong la strega è morta, la guerrafondaia spregiudicata affacciata sull’Atlantico, sia che fossero gli USA con cui porsi a baluardo dell’occidente contro il comunismo sia che fosse l’Argentina da sgominare senza se e senza ma, la figlia del droghiere – la Regina Madre, sempre simpatica come un calcio in uno stinco, usava pressoché, si dice, in ogni occasione questo epiteto per riferirsi a lei, come se avere umili natali sia qualcosa di cui vergognarsi – dall’intelligenza formidabile e dalla determinazione inossidabile, animata da una brama di rivalsa senza pari, la nemicamica (ognuna voleva stare al posto dell’altra, verrebbe da pensare, un po’ come Mussolini e D’Annunzio) della Regina Elisabetta II, che la detestava cordialmente e con ogni probabilità era ricambiata ma le ha tributato l’onore, sola dopo Churchill, di presenziarne alle esequie, la moglie tradizionalista di un uomo che, nemmeno fosse una valletta di Sanremo, non ha avuto remore a fare un passo indietro, la baronessa ultraliberista, avvocatessa e ricercatrice chimica che salvò l’Inghilterra dalla crisi ma distrusse gli inglesi, il loro tessuto comunitario e il loro stato sociale, l’inquilina di Downing Street col più lungo mandato della storia dai tempi di Jenkinson, nella prima metà del diciannovesimo secolo, a questa parte, è la protagonista della intensa, ben scritta, dottissima, dettagliata e originale biografia di Elisabetta Rosaspina per Mondadori. Semplicemente da non perdere.

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