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“L’affaire Capa”

SNP1567779680_995_scheda_libro_immagine_cover__cover.jpgdi Gabriele Ottaviani

Più delle testimonianze orali, o anche delle stampe finali, di cui si potrà sempre sospettare che siano state editate, la stampa a contatto s’impone come una rappresentazione degli eventi non adulterata e dunque ritenuta credibile. Tale presunta credibilità è alla base dei suoi usi legali. Lubben cita a riprova l’uso che la commissione d’inchiesta Saville sulla carneficina del Bloody Sunday fece delle stampe a contatto realizzate nel 1972 da Gilles Peress, un fotografo dell’agenzia Magnum che documentò i fatti accaduti il 30 gennaio a Derry, nell’Irlanda del Nord. Peress aveva all’epoca testimoniato davanti alla commissione Widgery, incaricata di far luce sul massacro. Ma in assenza di un interprete, le parole del fotografo francese avevano avuto scarsa risonanza. L’edizione del 6 febbraio 1972 del Sunday Times riprodusse tuttavia alcune delle sue immagini, tra cui quella che mostrava una delle vittime, Patrick Doherty, ucciso mentre tentava di mettersi al riparo. Rischiando di commettere un oltraggio al tribunale, il quotidiano conduceva la propria inchiesta a partire dalle immagini del massacro realizzate da Peress e da un altro fotoreporter freelance presente sui luoghi della carneficina, Fulvio Grimaldi. Per la redazione di quel quotidiano, tacciato dall’establishment britannico di simpatie nei confronti dell’Irish Republican Army (IRA), si trattava di produrre, tramite la fotografia, una controtestimonianza che confutasse la versione dei fatti sostenuta da chi aveva sparato, rilanciata dalla commissione Widgery. Questa presa di posizione editoriale mirava a offrire una lettura alternativa dei fatti, poiché il giornale giudicava l’interpretazione della commissione troppo compiacente nei riguardi dei soldati britannici. Nel 1998, sotto la pressione in particolare delle famiglie di alcune vittime che avevano ricusato le conclusioni del rapporto Widgery, fu varata una seconda commissione d’inchiesta, presieduta questa volta dal giudice britannico Mark Saville. Per tentare di alleviare il senso di ingiustizia provato dalle famiglie delle vittime, la nuova commissione Saville decise di dare la parola ai testimoni dell’epoca, ovvero agli abitanti di Bogside (Derry) – cosa che la precedente commissione si era rifiutata di fare. Come spiega Charlotte Barcat, era importante produrre un racconto alternativo dei fatti integrando nel discorso ufficiale «“frammenti di verità” prima rigettati e relegati in una posizione di memoria dissidente».

L’affaire Capa – Processo a un’icona, Vincent Lavoie, Johan & Levi. Traduzione di Rossella Rizzo. Nel luglio dell’anno del Signore millenovecentotrentasette la Spagna è un cimitero a cielo aperto cui tutto il mondo – persino l’immarcescibile Hemingway è da quelle parti… – guarda con angoscia: la guerra tra franchisti e progressisti vellica sentimenti ideologici contrastanti e globali, ed è stata appena immortalata da Picasso nel suo titanico, monumentale, meraviglioso e straziante Guernica. È un conflitto abominevole e fratricida, che sta massacrando luoghi e genti. Il rendiconto del tragico bilancio compare anche su Life: a corredo vi è un’immagine iconica, destinata a fare il giro del mondo, emblema dell’eroismo repubblicano, e riflettore puntato su colui che ha scattato la memorabile e mirabile istantanea, che mette sotto gli occhi di tutti la morte in diretta di un combattente raggiunto in pieno viso da un proiettile nemico e che è passata alla storia come il Miliziano colpito a morte di Robert Capa, mito, come l’amata Gerda Taro, del fotogiornalismo di guerra ma anche poi direttore della fotografia per Ivens, attore per Pichel, fotografo di scena per Hitchcock e Huston. Un’immagine non mente: o forse sì? Col passare del tempo infatti si mette sempre più in dubbio la veridicità di tale scatto, e con acribia formidabile e necessaria in un tempo come il nostro in cui la calunnia non è più un venticello, ma un vero e proprio tornado, Vincent Lavoie si immerge in un oceano di testimonianze, depistaggi, negativi manomessi, ricerche, perizie: magistrale, impeccabile, dirompente, imperdibile.

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