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“I mondi di Star Wars”

81l+eGcoFiL._AC_UY218_ML3_.jpgdi Gabriele Ottaviani

L’idea della lotta contro le ingiustizie resta viva, ma edulcorata da un contesto fiabesco che riattualizza simboli e miti del passato: elementi certamente culturali ma in larga parte provenienti, più che da rigorosi studi accademici, dall’immaginario popolare riflesso da cinema e TV nella mente dello stesso Lucas. In un secolo di storia, il cinema analogico ha ridefinito, nella testa dello spettatore, l’immagine mentale della società. Ora la tecnologia digitale sposta più decisamente lo statuto del cinema da medium di “rappresentazione” della realtà a medium per la sua “immaginazione”. Il moltiplicarsi degli stimoli porta a una assuefazione che ha come risvolto un azzeramento emotivo: ciò che per i giovani degli anni Settanta era stupefacente, per i ragazzi di oggi è “ovvio”, scontato. Certamente, questo meccanismo culturale ha sempre connotato le dinamiche sociali. Il punto è capire se ci stiamo avvicinando a colmare la misura.

Giorgio E. S. Ghisolfi, I mondi di Star Wars – Mistica Jedi e sociologia della Forza dentro e fuori la Cortina di ferro, Mimesis. La saga che per antonomasia, divertendo non senza far riflettere, fa immergere lo spettatore nella fantascienza, quintessenza di una delle più importanti e caratteristiche doti della settima arte, ossia la sua capacità di parlare, come del resto tutta l’arte in genere, ma qui si aggiungono le immagini, la colonna sonora e via discorrendo, alla, della, sulla e per la propria contemporaneità sempre e comunque, rivolgendosi allo spettatore, persino, se non addirittura soprattutto, quando si origine ad altri mondi (non era forse Manzoni quello che s’inventava il manoscritto ritrovato e che ambientava la vicenda dei suoi umili lombardi nell’Italia disunita e a trazione spagnola post-Cateau-Cambrésis perché non poteva attaccare direttamente gli austriaci protervi, parlando però di fatto alla nuora perché la suocera intendesse?), è una vera e propria galassia di riferimenti e citazioni. Un tesoro, autentico, di cui forse si pensa di sapere tutto, anche troppo: beh, non è così. E questo volume è dunque essenziale. Da non perdere.

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