Libri

“Confessioni di un clochard”

Cattura.PNGdi Gabriele Ottaviani

«Scappai di casa e girovagai: rubavo il cibo, dormivo nei granai e nelle stalle, finché non sono incappato nella casa di Adela, la compagna di scuola che più di tutti mi aveva preso in giro e che mi aveva ferito persino nella virilità. “Devi avere il pisello storto come le gambe”, mi diceva sempre, “deve essere come lo stoppino di una lampada”. Mi sorrise quando arrivai, mi disse che le mancavo a scuola. “Deve essere così”, risposi. Mi diede un piatto di cibo, mi invitò a rimanere a dormire nel granaio fino al ritorno dei suoi genitori che non erano in paese. “Che Dio ti ripaghi”, le dissi, ma portavo già la vendetta nel sangue: afferrai una cordella di cuoio lì vicina, la legai a un pilastro della casa, mi abbassai i pantaloni e me la scopai tre volte, mostrandole il cazzo e sfidandola a dirmi che era storto. Non disse niente. Mi chiese solo di slegarla prima di andarmene. Sussultai un po’, poi ancora di più quando cominciò a toccarmi la testa mentre scioglievo i nodi della corda. “Torna quando vuoi”, mi disse mentre stavo già attraversando il cancello, “e non scordarti di fare i documenti per sposarmi”. La guardai di nuovo, la ringraziai per la zuppa di piselli e banana e me ne andai di corsa, se si può dire questo dei miei passi insicuri che si incrociano ancora di più quando qualcuno tenta di acchiapparmi in questo modo. Probabilmente Adela avrebbe potuto cambiarmi la vita se, a quel tempo, che avevo sedici anni, mi fossi lasciato catturare dalla sua dolcezza, ma è molto difficile fermare di botto qualcuno che sta scappando pieno di rabbia e con la voglia di uccidere chiunque gli si pari di fronte»

Confessioni di un clochard, Jorge Vivanco, Edizioni FogliodiVia, traduzione di Erika Casali. Edizioni FogliodiVia è una casa editrice nata dalla polvere, dalla strada, dalla voglia di continuare a raccontare storie. Come quelle che dal 2005 scriviamo su FogliodiVia, il giornale di strada dalla parte dei poveri e distribuito dai senza fissa dimora di Foggia. Una piccola occasione di reddito, di riscatto, di condivisione. E sono proprio quelle storie, quelle chiacchiere fatte davanti ad un bicchiere di latte caldo con clochard, migranti e senzatetto, che ci hanno dato la spinta ad osare. Ad allargare le opportunità, le conoscenze, l’esplorazione: questa presentazione, semplice e chiara, è fondamentale per capire l’importanza etica, civile, morale di questa pubblicazione, firmata dal primo autore straniero edito da questa realtà pugliese di rara sensibilità. Nato settantaquattro anni fa a Catacocha, un piccolo villaggio sugli altopiani andini della parte meridionale dell’Ecuador, nelle strade della cui capitale (d’improvviso spopolatesi di senza fissa dimora), Quito, ambienta questo canto degli ultimi, sugli ultimi e per gli ultimi che di rado trovano godimento nella procrastinata consolazione di essere reputati primi e più cari al cuore di chi tesse la trama del regno dei cieli, questa storia dura, feroce, antiretorica, politicamente scorretta e al tempo stesso lirica, e ancor più necessaria proprio perché priva di dannosa pruderie, Vivanco, poeta, narratore, drammaturgo, regista, che ha studiato Belle Arti all’Università Centrale proprio di Quito, indaga l’essere e l’umanità, costringendo a riflettere e a prendere coscienza. Splendido.

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2 risposte a "“Confessioni di un clochard”"

  1. Pingback: ***IN USCITA*** “CONFESSIONI DI UN CLOCHARD” DI JORGE VIVANCO

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