Libri

“Paese perduto”

download.jpgdi Gabriele Ottaviani

A Bessèges alta si penetra come in un villaggio da fiaba…

Paese perduto, Pierre Jourde, Prehistorica, traduzione, prefazione e note di Claudio Galderisi. Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti. Ma non è facile starci tranquillo. Così scriveva l’immenso Pavese: e aveva ragione, da vendere e da appendere, come si suol dire. Due fratelli, che vivono in città, sono i proprietari di una casa di famiglia. Un cascinale isolato, in una campagna che sembra esistere solo come retaggio di un passato ancestrale, ruvido, nostalgico, vestigia d’un mondo morente ma mai dimenticato: uno dei due torna, perché ha ricevuto un’eredità. L’altro lo accompagna, e appena arrivano vengono raggiunti dalla notizia dell’improvvisa morte di una ragazza del borgo. Tutto è misterioso, tutto è denso, fitto come la nebbia, come i ricordi, immerso nella terra come le radici, da cui nasciamo e traiamo nutrimento: autobiografico, potente, intenso, lirico, il romanzo di Jourde è una gemma preziosa.

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