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“L’icona che delira”

61-bivlozwL._AC_UY218_ML3_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Non vi è stasi nei paraggi del dio, né porte che non si possano aprire o spazi dove non si possa penetrare.

L’icona che delira – Esplorazioni sociologiche su Hermes, Bosch, Shakespeare, Benjamin, Nolan, Pratt, Bene, Stefano Cristante, Mimesis. Professore associato in Sociologia dei processi culturali e comunicativi, esperto di sociologia dell’opinione pubblica e di produzione e consumo culturale, in particolare giovanile, autore di un grappolo di pubblicazioni gravido d’acini succosi come Matusalemme e Peter Pan. Vecchi, adulti e giovani nella società di fine millennio (Costa & Nolan, 1995), Potere e comunicazione. Sociologie dell’opinione pubblica (Liguori, 1999-2004), Azzardo e conflitto. Indagini sull’opinione pubblica nell’era della comunicazione globale (Manni, 2001), Media Philosophy. Interpretare la comunicazione-mondo (Liguori, 2005), Enciclopedia di Smallville (Besa, 2007), Comunicazione (è) politica (BePress2009), Prima dei mass media (Egea, 2011), La parte cattiva dell’Italia (con Valentina Cremonesini, Mimesis, 2015), Corto Maltese e la poetica dello straniero (Mimesis, 2016), Andrea Pazienza e l’arte del fuggiasco (Mimesis, 2017), Società Low Cost (Mimesis, 2018), L’onda anonima (Meltemi, 2018), e questa non è che la punta dell’iceberg, Stefano Cristante, autore di chiara fama e dalla limpida e fluente prosa, indaga, prendendo le mosse da alcune fra le più celebri opere della storia dell’arte, il significativo nesso fra queste e il lroo contesto, che si fa dunque strumento percettivo e analitico. Monumentale.

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