Libri

“Il canto dell’allodola”

81wilvI6ESL._AC_UY218_ML3_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Con lei si troverà bene finché non tenterà di essere quello che non è.

Il canto dell’allodola, Willa Cather, Fazi, traduzione di Giuseppina Oneto. Voce straordinaria e di rara potenza evocativa quella di Willa Cather, maestra troppo poco conosciuta, ma finalmente negli ultimi anni abbondantemente ripubblicata in Italia – hallelujah! –, della narrativa a stelle e strisce, vissuta a cavallo fra Ottocento e Novecento, premio Pulitzer novantasei anni or sono, autrice dalla prosa epica, suggestiva, tonante, splendida, magnetica, varia, intensa, classica, elegante, solenne, nostalgica, capace di ritrarre con rara perizia ambienti, emozioni e personaggi, come per esempio le indomite figure di donne tratteggiate prendendo le mosse da quelle delle contadine boeme, polacche e scandinave emigrate con la famiglia in cerca d’un avvenire migliore nelle praterie del selvaggio West: qui la storia è quella della meravigliosa Thea, figlia di un pastore metodista svedese, che vive a Moonstone, una cittadina del Colorado, è la quarta di sette fratelli e ha, come per prima scopre la madre, una dote che nessun altro ha… Imprescindibile.

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