Libri

“Il ritorno del Barone Wenckheim”

61P9SRfyPqL._AC_UY218_ML3_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Che gusto, che gusto, disse il Sindaco…

Il ritorno del Barone Wenckheim, László Krasznahorkai, Bompiani, traduzione di Dóra Várnai. Il muro di Berlino era uno strumento di morte, ma al tempo stesso era anche una certezza, proterva, malsana e aberrante quanto si vuole, ma senza dubbio un punto fermo: quando dopo ventotto anni è stato abbattuto di punti fermi non ce ne sono stati più, specialmente a est, nei paesi della cortina di ferro, dove il precariato, la sperequazione, la resa dei conti, la distruzione forzata dell’egualitarismo imposto dall’alto hanno generato straniamento e sbigottimento. È da qui che prende le mosse per questa sua allegorica, riuscita e raffinatissima costruzione narrativa Krasznahorkai, raccontando del morente, e in fuga dall’Argentina dove è andato in esilio e dove gli danno la caccia i creditori dei suoi debiti di gioco, Barone Béla Wenckheim, che sta tornando nel suo paese natale, in una sperduta provincia ungherese, sognando solo, nel vortice di una ridda di pettegolezzi e quant’altro, di riunirsi al suo amore di gioventù. Ma… Affascinante.

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