Libri

“Innocua come te”

61TQXe9ZLmL._AC_UL320_ML3_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Yuki non ricordava di non aver vissuto a New York, perciò era raro che pensasse a quella città come a qualcosa di diverso dal luogo in cui le era capitato di vivere. «Sul serio, vieni a berti un caffè con me. Non è una cosa galante. Nulla che possa turbare te o questo Lou.» Pronunciò Lou come se fosse la parola di una lingua sconosciuta. «Mi piacerebbe avere un’amica in città.» A quel punto Yuki annuì. Fuori, il cielo era avvolto da una coperta di nuvole rosa e arancio. Si chiese se Lou l’avesse aspettata per mangiare. «Un caffè rapido. Super rapido» disse Yuki. «Un espresso.» «E voglio vedere i tuoi schizzi.» Andarono in un diner lì vicino; era quasi vuoto. Presero un tavolo accanto ai vasi con le piante. Sulle foglie c’era uno strato di polvere. Strano pensare che la polvere potesse depositarsi su un essere vivente. Yuki si immaginò velata di polvere. Ruotò debolmente le spalle, come scossa da un brivido. Ordinò una cioccolata calda con panna e marshmallow. Lui ordinò una fetta di torta di ciliegie. «La torta qui è deliziosa. Ciliegie vere, scure, niente stronzate al maraschino.» Yuki annuì. «Non sei molto loquace, eh?» Neanche lei se lo ricordava come un chiacchierone. Anzi, era stato a disagio, nervoso, e senza quella punta di scherno nella voce. Lo preferiva in quel modo. «Yuki, giusto?» «Giusto.» «Eddie.» Le sorrise. «Credevo che ti chiamassi Edison.» «Anche.» «Posso chiamarti Edison?» gli chiese. «La vita è già troppo facile per quelli con nomi normali.» «Dubito che la vita sia facile per chiunque. Ma va bene.» Edison non era attraente come Lou. Si imbarazzava ancora a pensare che Lou fosse attraente; ma lo era almeno, per lei.

Innocua come te, Rowan Hisayo Buchanan, Codice, traduzione di Fabio Viola. Sul finire degli anni Sessanta del secolo scorso, quello per antonomasia breve, a detta degli storiografi, ma certo non meno che intensissimo, Yukiko decide di non rientrare da New York in Giappone con i suoi genitori ma di restare a bearsi di quell’atmosfera rutilante. Passano i decenni e nel duemilasedici il suo trentacinquenne figlio, proprietario di una galleria d’arte, rimasto orfano di padre è costretto a tessere nuovamente una trama di legami con lei, che lo ha abbandonato quando era praticamente in fasce. Scoprendo inimmaginabili sfumature di verità… Solenne e profondo, è un romanzo solido e bellissimo.

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