Libri

“Le figlie del guardiano del faro”

Screenshot_20190916-133834.pngdi Gabriele Ottaviani

Io guardai il bastone, il viso scarno e gli occhi scuri e nervosi. Non vidi l’uomo che aveva combattuto orribili battaglie, che era stato colpito da un’arma da fuoco nel calore arroventato del combattimento mentre i suoi amici morivano tutt’attorno a lui, e che poi aveva lottato per sopravvivere, per camminare di nuovo, mentre la guerra che si era quasi presa la sua vita continuava a infuriare. Vidi quello che desideravo vedere. Un giovane uomo invalido, sconfitto, vulnerabile. Fuori dal suo elemento, incapace di far fronte al carico fisico del lavoro e alla tensione mentale di una vita d’isolamento e di durezze. Era quella la persona che il Dipartimento aveva scelto al posto mio. Ce l’avevo con lui con ogni fibra del mio essere. Ce l’avevo con la casetta appena costruita, che cambiava il paesaggio della nostra isola natia interferendo con la vita che Pa vi aveva costruito con tanta cura. Era debole. Ed era un intruso. Non la presi, la sua mano. Senza dire una parola afferrai le valigie e mi diressi verso il faro.

Le figlie del guardiano del faro, Jean E. Pendziwol, Garzanti, traduzione di Stefania Cherchi. Elizabeth ha sempre vissuto vicino al mare ma oramai i ricordi, a causa dell’età, la stanno abbandonando, perdendosi in una diffusa e soffusa foschia. Risiede in una casa di riposo, dove per fortuna ogni tanto è allietata dalle visite di Morgan, che è giovane e benché non sia di fatto altro che un’estranea trascorre una certa abbondanza di tempo assieme a lei. Si ritrova a ridere, di nuovo, ancora, come non faceva da non sa più nemmeno lei quanto. Finché un giorno Morgan non scorge gli unici e inconfondibili disegni che Elizabeth custodisce con la cura che si deve a ciò che si reputa un tesoro prezioso, libellule in volo, sostenute da grandi ali colorate. Morgan non può sbagliare, sa chi ne è l’autore: l’uomo che l’ha cresciuta. Lo stesso che anche Elizabeth ha incontrato anni prima. E il passato affiora alla soglia della coscienza come una ninfea sul pelo dell’acqua, con tutto il suo carico di misteri… Una vera delizia.

Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...