Libri

“I testamenti”

71njIYfWT3L._AC_UY218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Fu un’ordalia. Molto probabilmente avrai sospettato di cosa si trattava. Accadde come nel mio sogno…

I testamenti, Margaret Atwood, Ponte alle Grazie. Traduzione di Guido Calza. Nonostante sia una delle più grandi scrittrici che si conoscano, come sovente accade, era pressoché uscita fuori catalogo finché, potenza del crossing over mediatico, una serie di straordinario successo, grazie in primo luogo all’interpretazione della sempre valida Elisabeth Moss, ha acceso i riflettori su un suo ottimo romanzo di oltre trent’anni fa, distopico ma tragicamente profetico nel raccontare, attraverso l’allegoria di Gilead, laddove le donne, specie se fertili, sono private d’ogni diritto e vessate da qualsivoglia sopruso, la violenta sperequazione che vede vittima, anche se non soprattutto nelle società che si professano evolute, il genere femminile. Il clamore suscitato ha fatto sì che Margaret Atwood scrivesse, ambientandolo a tre lustri di distanza, il seguito. Eccellente. Un inno al potere generatore, e quindi sovversivo, delle donne. Da non perdere per nessuna ragione.

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