venezia 76

“Ad astra”

Screenshot_20190829-103817di Gabriele Ottaviani

Roy McBride è un maggiore, eccellente astronauta – classico pretesto per l’esistenzialismo, gli sconfinati spazi siderali… – figlio d’arte che, scampato pressoché miracolosamente all’ennesima tempesta elettrica di ignota origine cosmica che sta falcidiando il pianeta, viene spedito prima sulla Luna, poi su Marte e infine a quasi tremila miliardi di miglia di distanza dalla Terra per tentare di risolvere la situazione, di cui potrebbe essere finanche causa proprio quel padre eroico pioniere delle ricerche di forme di vita intelligenti aliene creduto morto da lustri. Ma… Brad Pitt, per aspera come da proverbio, giunge Ad astra: che non si può dire sia un film mal confezionato. Ma certo nulla di nuovo, né sotto il sole né altrove, anelli di Saturno e non solo compresi.

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