Libri

“Un andare pensando”

unnamed (2)di Gabriele Ottaviani

Le dimensioni profonde delle donne e degli uomini sono sempre più sottratte alla gestione consapevole degli stessi attori. Il fattore trainante è la centralità pervasiva delle variabili economiche in ogni anfratto della vita sociale. Siamo stati posti di fronte ad una diffusa dinamizzazione dell’ordi­ne sociale; fenomenologia diffusa è stata ed è la accentuazione dei tratti di possibilità, potenza virtuale, calcolo delle possibilità e opportunità in tutte le espressioni di vita emergenti, fino ai processi più personali di identità individuale. Mercato e vita tendono a con-fondersi in una medesima pro­spettiva e le propensioni solidaristiche, un tempo ricercate e riconosciute, cedono spazio alla espressione esasperata della potenzialità individuale. L’“essere imprenditori di se stessi” collima con deleghe, più o meno consce, acritiche all’universo della tecnica; si assiste ad una oscillazione tra l’affidarsi alla mediazione dei social e a governance imitatrici delle modalità, anche sul piano dello stile, del più decadente tycoon. E tutto questo mentre si rivendica, la più ampia possibile, disintermediazione (Demichelis 2018). Tali moventi non si limitano alla intrasoggettività ma diventano, endemi­camente, modalità attraverso le quali le comunità definiscono il proprio sguardo sul mondo e il proprio progetto di solidarietà.

Giuseppe Varchetta, Un andare pensando – Primo Levi e la zona grigia, MimesisPrefazione di Marco Belpoliti. Postfazione di Edith Bruck. Coloro che in vario modo e a vario titolo e responsabilità collaborano al funzionamento della macchina di potere in tutte quelle situazioni come caserme, uffici, ospedali o fabbriche in cui si produce quella dialettica tra un vertice che comanda e una base che deve ubbidire sono la cosiddetta zona grigia: i conniventi insomma, i collaborazionisti, quelli che ci mangiano, ci guadagnano, non si sporcano le mani, traggono vantaggio, cadono sempre in piedi e balzano con agilità formidabile su ogni carro di ogni vincitore che passi loro dinnanzi. La definizione, celeberrima, è di Primo Levi, e, con esiti per fortuna meno tragici, ma comunque nocivi per il bene comune, si adatta con drammatica perfezione anche a numerosi settori del nostro tessuto sociale: di questo e molto altro parla, con bello stile e dovizia di dettagli, Varchetta.

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