Libri

“Cronache dalla polvere”

CronacheDallaPolvere_coverdi Gabriele Ottaviani

Goffredomamèli era bravo a non curarsi di nulla, a vivere sfiorando le cose, persino la guerra, persino la morte. Non ci teneva a incidere sul destino degli altri. Fosse stato un oggetto, sarebbe stato un soprammobile, un gatto di porcellana, un portachiavi, una tazza né grande né piccola, buona né per il tè né per il caffè. Iniziò a portare i soldati e le armi, le provvigioni e le bombe. Per la campagna dal fronte sud. Verso l’Etiopia. Verso la capitale, Addis Abeba. Sul furgone Fiat 618C che andava troppo veloce. Sul bassopiano somalo, sulla frattura dei monti dal Benadir all’Oltre Giuba, sui tavolati e oltre il letto dei fiumi, tra gli arbusti, sotto le grandi e le piccole piogge. Accostò le pietre, le spine, gli accampamenti, i tucul bruciati, mucchi di cadaveri abissini stranamente arsi, macchiati nella pelle, incartapecoriti, liquefatti come fossero stati di burro, violentati da una magia nera. Un tenente gli disse sottovoce: siamo noi i creatori di questa magia, la gettiamo dal cielo e bruciamo guerrieri, donne, vecchi e bambini. Ma Goffredomamèli rispose: “Io me ne frego” e risalì nel suo abitacolo. Poi la guerra finì. Ossia gli italiani la vinsero. E Goffredomamèli entrò con gli altri nella capitale. Lui, vincitore che non aveva sparato a nessuno, che non aveva ucciso, ma che aveva conosciuto centinaia di morti.

Cronache dalla polvere, Zoya Barontini, Bompiani. Zoya significa alba, Barontini è il cognome dell’attivista antifascista che – tra le molte imprese che compì – addestrò i ribelli in terra d’Etiopia: è questo l’evocativo e simbolico nome che hanno scelto di darsi gli undici autori – Massimo Gardella, Lorenza Ghinelli, Sirio Lubreto, Gaia Manzini, Michela Monferrini, Davide Morosinotto, Davide Orecchio, Guglielmo Pispisa, Igiaba Scego, Aldo Soliani e Nicoletta Vallorani – che, sotto l’egida dell’ideatore e curatore del progetto, Jadel Andreetto, hanno dato vita a un bellissimo e soprattutto importante, dal punto di vista etico, civile, storico, sociale, politico, culturale e morale, mosaic novel illustrato da Alberto Merlin che getta luce su una pagina nera, taciuta, occultata, mitigata, edulcorata, quella del protervo e violento colonialismo italiano, all’epoca dell’aberrante ideologia della razza. Siamo ad Addis Abeba, nel febbraio di ottantadue anni fa, e… Imprescindibile.

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