Libri

“Il bruciacadaveri”

71I0DOfxYxL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

In alcuni paesi bruciano anche gli animali, dopo la morte.

Il bruciacadaveri, Ladislav Fuks, Miraggi, traduzione di Alessandro De Vito. Postfazione di Alessandro Catalano. Nato a Praga, laddove è morto poco meno che settantunenne, all’incirca diciotto mesi dopo la dissoluzione della Cecoslovacchia, nel millenovecentoventitré, Ladislav Fuks ha attraversato i decenni più significativi del secolo breve e dell’egemonia sovietica sul paese di Kafka: questa sua opera, giunta in Italia per la prima volta nel millenovecentosettantadue, senza dubbio uno dei suoi scritti più importanti, nel quale viene messa in luce in maniera assai preponderante la sua passione per il grottesco e il fantascientifico, generi visti anche come evasione e al tempo stesso privilegiata narrazione delle storture della sua contemporaneità, racconta con prosa suggestiva e ricchissima di livelli di lettura e chiavi d’interpretazione la vicenda del misterioso signor Kopfrkingl, in apparenza, mentre infuria l’orrore nazista, uno sdolcinato e sempre sorridente padre di famiglia impiegato al crematorio, in realtà un uomo dalla morale talmente schematica sa risultare inquietante… Da leggere: sorprendentemente e drammaticamente attuale.

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