Libri

“La lingua materna”

unnamed.pngdi Gabriele Ottaviani

Come bambina – benché non proprio pic­cola – sapevo per esempio di avere un’aria ebraica, e cioè che apparivo diversa dagli altri. Ne ero molto consapevole. Ma non nel senso che mi sentissi inferiore. Era piut­tosto un dato di fatto. Inoltre mia madre, o meglio la gente della mia famiglia, era un po’ diversa, come avviene di solito. C’era­no delle caratteristiche così particolari nel­la mia famiglia, anche agli occhi degli altri bambini ebrei e dei bambini della famiglia, che per un bambino era molto difficile comprendere quali. E allora, dov’erano le differenze? 

La lingua maternaLa condizione umana e il pensiero plurale, Hannah Arendt, Mimesis. A cura di Alessandro Dal Lago. Storica, filosofa, migrante, apolide, perseguitata dal nazismo in quanto ebrea, Hannah Arendt è in assoluto una delle più grandi pensatrici di sempre: in questo volume affronta con la consueta perizia i temi che le sono più cari, il totalitarismo, l’esilio, l’identità, la lingua del paese che l’ha tradita, l’unica che però ha creato, per cercare di espiare l’inespiabile, un lemma che rappresenta la vergogna per colpe altrui, i cambiamenti che hanno devastato il mondo: un’ennesima preziosissima gemma da non lasciarsi sfuggire per nessun motivo.

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