Libri

“Cape Fear”

Cape-Fear-400x360.jpgdi Gabriele Ottaviani

È passato a casa mia e ha avvelenato il cane. Il cane dei bambini.

Cape Fear, John Dann MacDonald, Mattioli 1885, traduzione di Nicola Manuppelli. L’autore è un grande, il traduttore pure, se non di più, la storia è avvincente, intensa, potente, dolorosa, straziante, mozzafiato, intrigante, irresistibile, tanto che ne hanno fatto due film, l’ultimo dei quali diretto da un certo Martin Scorsese (di cui non è la miglior pellicola, perché quella è indiscutibilmente L’età dell’innocenza, ma comunque non è niente male, anche perché il protagonista è il signor Robert Anthony De Niro junior, settantasei anni il prossimo diciassette di agosto e non sentirli, nonostante alcune cadute di stile francamente incomprensibili): già resa in italiano ma con alcuni tagli, torna negli scaffali la vicenda di un criminale psicopatico che dopo quasi tre lustri esce di galera ed è deciso a farla pagare all’avvocato che l’ha sbattuto in cella. A ogni costo… Magistrale.

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