Libri

“Passeggero sulla terra”

71kfY7cnzPL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Maddalena era rimasta a lungo con il marito, cioè nella stessa casa, dove di trovava anche il figlio, protestando di volerlo lasciare, e subendo molte violenze senza mai arrivare a un atto decisivo. Questo marito costituiva per me un vero problema; perché, malgrado la situazione fosse chiara, non si rendeva conto di nulla. Mi traversò il cervello l’idea, un poco fantastica lo riconosco, che il marito fosse al corrente ma volesse aspettare a colpire: una specie di vendetta fredda, da consumarsi lentamente e sapientemente, come quella, carica di giudizi morali, del conte Karenin nell’opera di Tolstoj. Jacques Retailleau era un uomo giovane, elegante, che aveva un certo successo nel lavoro e con le donne; proveniva da una cittadina del Sud, Digne-les-Bains, nella regione di Marsiglia, ma era rimasto a Parigi fino dal tempo dell’università. Io mi muovevo nella sua casa liberamente – il grande appartamento che Maddalena aveva ereditato dalla zia, nella rue de Montreuil – e spesso cenavo con loro, in casa dove si trovavano altri amici, oppure in qualche ristorante del centro. Maddalena mi raggiungeva a rue de Bagnolet soprattutto la mattina, quando lui si trovava in ospedale; verso le dieci o le undici rincasava. D’altra parte non era possibile dormire assieme, e non lo è stato neppure dopo la loro separazione; perché il suo ragazzo, ancora molto giovane, voleva averla sempre con sé.

Passeggero sulla terra, Guglielmo Forni Rosa, Manni. Docente – e si capisce perfettamente dalla sua prosa – di filosofia morale e antropologia filosofica, membro dell’Associazione Rousseau presso il Museo Rousseau di Montmorency (Parigi) e del comitato scientifico del Centro studi Sara Valesio di Bologna, romanziere esperto e dallo stile solido e potente, come quest’opera senza dubbio conferma, Guglielmo Forni Rosa racconta con ampio respiro nelle trascinanti pagine del libro in cui ci si muove attraverso la Francia, la penisola iberica e la metà meridionale del continente scoperto da Colombo una storia di utopie e disillusioni osservate senza la rassicurante (auto)consolazione della nostalgia, dolore del ritorno per definizione, che ha per protagonista e voce narrante in prima persona un uomo complesso e affascinante, un modernissimo antieroe, Alberto Alvarez: da leggere.

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