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Premio Voci 2019 – Intervista ad Antonella Piccolella

download.pngdi Gabriele Ottaviani

Che cos’è il Premio speciale Borsa di studio Gaetano Piccolella?

La Borsa di studio Gaetano Piccolella è un premio di poesia di 500 Euro riservato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado assegnato nel contesto del Premio Letterario Internazionale Voci – Città di Roma. Il Premio Voci, quest’anno alla sua XIV edizione, è organizzato dal Circolo I.P.LA.C. (Insieme Per La Cultura). La Borsa di studio è stata istituita lo scorso anno in memoria di mio padre Gaetano Piccolella, socio-fondatore dell’I.P.LA.C., scomparso prematuramente nel 2017 per incoraggiare i giovani nella scrittura poetica. Gli studenti delle scuole secondarie possono partecipare gratuitamente alle sezioni A (poesia singola fino ad un massimo di 4 poesie) e B (libro di poesia). Oltre alle poesie in versi liberi, i ragazzi si possono cimentare anche con la scrittura in metrica o in dialetto. Lo scorso anno hanno partecipato 142 ragazzi su scala nazionale con oltre 300 poesie, ed è risultata vincitrice una studentessa del Liceo Classico di Avellino “Publio Virgilio Marone”. Quest’anno per finanziare la borsa di studio è stata pubblicata la raccolta di poesie di Gaetano Piccolella Desideri d’Amore disponibile su Amazon (https://tinyurl.com/y326jnf5).

Perché nella società dei social network c’è ancora bisogno di poesia?

Siamo in un’epoca in cui si corre tantissimo, i ragazzi sono costantemente esposti a stimoli esterni, apparentemente molto connessi ma in realtà sempre più isolati. Anche il linguaggio è cambiato. Si ricerca l’efficienza nella comunicazione e scompare la ricerca della parola giusta, della nuance che faccia la differenza. I ragazzi di oggi hanno un’acuta intelligenza e spiccata sensibilità ma spesso non sanno come esprimerla, come trovare la loro voce. La poesia è il linguaggio dei sentimenti che restano universali, travalicando confini e generazioni. La poesia offre ancora un’importante spazio di espressione per i giovani, che comunque la coltivano anche se in forme diverse attraverso la musica, la street art o quella estrema forma di “haiku” che sono i tweet.

Che messaggio vuoi trasmettere ai giovani?

Il messaggio che voglio trasmettere è che scrivere, soprattutto scrivere poesia, è un grande valore e va quindi riconosciuto e premiato. Mi auguro che la poesia possa essere di sostegno ai ragazzi di oggi così come lo è stato per mio padre che sin da giovane ha convissuto con la depressione trovando nella poesia un porto sicuro, uno spazio in cui essere se stesso, dare sfogo alle paure e riporre le speranze. La poesia è uno strumento per trovare sé stessi e tirare fuori quell’Io che la società nasconde dietro i ruoli, i risultati e le aspettative. La poesia è una forma di resistenza, è negli occhi e nel cuore di chi scrive. La penna è lo strumento attraverso cui questi piccoli grandi micro-mondi diventano di tutti e diventano per sempre.

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