Libri

“L’ultima corvè”

718v3eI17oL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Non ho niente contro i ricchioni. Solo che non vorrei che uno sposasse mio fratello.

L’ultima corvè, Darryl Ponicsan, Jimenez, traduzione di Gianluca Testani. Jack Nicholson ne fu, come sempre gli capita, avendo talento da vendere e da appendere, meraviglioso protagonista: la versione filmica di quarantasei anni fa di Hal Ashby ha fatto scuola e scalpore e dopo L’ultima bandiera Jimenez continua con la meritoria opera di pubblicazione, in edizioni raffinate e curate anche dal punto di vista della forma oltre che, quel che più conta, della sostanza, di una delle più importanti voci della grande narrativa a stelle e strisce. Ponicsan, qui, tratteggia mirabilmente le figure di due vecchi lupi di mare, due marinai di carriera, nel pieno della furia della guerra del Vietnam, cui, in transito a Norfolk, Virginia, viene assegnato il compito di scortare Larry, diciottenne, candido, ingenuo, inesperto della vita, colpevole di un furto di poco conto per il quale però gli sono stati comminati otto anni di galera, dalla base alla prigione della Marina a Portsmouth, nel New Hampshire, lo stato che, ironia della sorte, ha per motto live free or die. Ma quello che sembra un incarico semplicissimo si trasformerà in un’avventura commovente e picaresca: da non lasciarsi sfuggire per nessuna ragione al mondo.

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