Libri

“Storia del buio”

51GRQkEWzrL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Da una parte c’è la strana allucinazione dei marinai mentre muoiono e dall’altra l’accurata descrizione dei colori vividi formati dall’olio nel mare di notte. Dietro la superficie «il mare glutinoso» sta marcendo, una sottile immagine gotica della natura come un cadavere in decomposizione. Nella Vigilia di Sant’Agnese di Keats, ambientata in una cappella in una notte fredda, e in Christabel di Coleridge, gli elementi sovrannaturali si svolgono in un ambiente tetro e malinconico e la sensazione del lettore è quella di origliare la storia, riuscendo a capire solo in parte cosa stia accadendo. Geraldine, la pericolosa compagna di Christabel, contamina i suoi sogni in‑ nocenti. L’idea di Coleridge che la nostra vita nei sogni possa essere tanto buona come malvagia – e comunque fuori dal nostro controllo – mette in dubbio il punto di vista cristiano, più innocente.

Storia del buio, Nina Edwards, Il saggiatore. Traduzione di Andrea Ricci. Il buio è in assoluto un tema ricorrente: è simbolo, sintesi, quintessenza, allegoria. Qualcuno ne ha paura. Qualcun altro lo ricerca. C’è chi lo odia. Chi lo ama. Chi ne ha bisogno. Chi lo considera l’atmosfera ideale per dare corpo ai suoi desideri più inconfessati e inconfessabili. Chi non vede l’ora chi si dissipi nella luce, che è il suo contrario inestricabilmente legato, poiché se non ne avessimo esperienza e contezza non sapremmo definirlo. È una condizione fisica e metafisica, reale e immaginaria: Nina Edwards, sin, è proprio il caso di dirlo, dalla notte dei tempi, ne indaga le ricorrenze nella cultura globale, dando corpo a un’esegesi poderosa, fascinosa e istruttiva.

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