Libri

“La bambina che somigliava alle cose scomparse”

81nSPMZ4BqL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Bisogna sempre avere due desideri a portata di mano in caso di stelle cadenti!

La bambina che somigliava alle cose scomparse, Sergio Claudio Perroni, La nave di Teseo. Disegni di Leila Marzocchi. La sua tragica scomparsa ha lasciato tutti sgomenti, sotto choc, sbigottiti, senza fiato né parole: Sergio Claudio Perroni era un editor raffinatissimo, un bravo scrittore, un uomo di cultura nel senso più pieno, ampio ed elevato del termine. Essere sensibili, però, espone, purtroppo, ai dolori della vita più di quanto non capiti a chi conosce l’arte egoista della noncuranza, e i solchi che le pene e i turbamenti scavano nell’anima sono profondi, ferite dolorose che non cessano mai di sanguinare. Quanto abbiamo perso, quanto il male, in primo luogo quello di vivere, ci abbia tolto, benché si debba comunque essere grati per ciò che abbiamo e ciò che ci resta – chi legge vive mille vite, chi scrive resiste alla corruzione del tempo e rimane ad accompagnarci anche quando non c’è più –, lo testimonia anche quest’ultima, delicatissima prova letteraria, lirica, struggente, malinconica sin dal titolo, di fatto un verso alessandrino, che profuma di desiderio, amicizia, amore, sogno, speranza, tenerezza: una fiaba, dedicata a tutti coloro che sanno ancora abbandonarsi alla meraviglia. Da non perdere. Commovente, oggi più che mai.

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