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“The orphanage”

download (1).jpgdi Gabriele Ottaviani

The orphanage – Parwareshgah, seconda parte della pentalogia, che prende le mosse dall’inedita autobiografia di un amico della cineasta, Anwar Hashimi, di Shahrbanoo Sadat, una delle poche registe afghane, che ambienta, girandola fra Tagikistan, Germania e Danimarca, la storia, negli anni Ottanta del secolo scorso, quando l’Afghanistan giace di fatto sotto la dominazione filosovietica, di Qodrat, che è adolescente, ama e sogna il cinema, non può evitare di ascoltare le invettive in favore della guerra civile che si diffondono per le strade della sua Kabul e vive in un brefotrofio. Commovente, ben scritto, ben diretto, ben recitato, emozionante, importante, dal punto di vista etico, civile, culturale, sociale, storico, politico e morale. Da non perdere. A Cannes, alla Quinzaine.

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