Libri

“Icarus”

8122Y5lgCYL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ti sembrerà un po’ strano, ma ci tengono molto a queste antiche usanze…

Icarus – Ascesa e caduta di Raul Gardini, Matteo Cavazzali, Minimum fax. I nonni avevano una fonderia, i genitori ettari ed ettari di terra lungo il litorale romagnolo e in Veneto. Nato lì dov’è morto Dante, studia a Cesena, diviene perito agrario, si iscrive alla facoltà di agraria ma supera pochissimi esami, anche se poi la laurea honoris causa gli viene concessa lo stesso. Cresce nell’azienda di Serafino Ferruzzi, padre di Idina, sua moglie, venuta a mancare ottantatreenne nel duemiladiciotto. Ferruzzi muore in un incidente aereo e la moglie e gli altri tre eredi gli affidano le deleghe per l’amministrazione di tutto il gruppo, che possiede un numero immenso di proprietà per lo più terriere sparse pressoché dappertutto: la trasformazione dell’azienda in un vero e proprio complesso industriale lo lancia sulla cresta dell’onda e nei salotti buoni dell’alta finanza italiana e internazionale. Acquisisce il maggior produttore di zucchero italiano, Eridania, si appropria della maggioranza della Montecatini Edison, più nota come Montedison, gruppo industriale e finanziario attivo prevalentemente nella chimica, ma che voleva dire anche Standa, Messaggero, Fondiaria, è l’astro più fulgido del mercato azionario foraggiato dai primi fondi comuni di investimento che declinano all’italiana l’edonismo reaganiano di quegli anni, è esposto sui mezzi di comunicazione di massa, è a lui che si deve il Moro di Venezia, la barca la cui epopea nell’America’s Cup fa sognare, fonda Enimont, che unisce le attività chimiche di Montedison ed ENI. La politica (assieme alla mafia?) si mette di mezzo, la famiglia si sfalda, vengono pagate tangenti gigantesche a destra, a manca, al centro: esplode Mani pulite, il suo acerrimo rivale per antonomasia Gabriele Cagliari si ammazza e lui, a casa, a Milano, il ventitré di luglio del millenovecentonovantatré, a sessant’anni, un mese e sedici giorni, nello splendido palazzo Belgioioso, viene trovato morto. Un colpo in testa. Due? Suicidio di un genio scaltro? Omicidio di un uomo che si è fatto da solo e che ha riportato Ravenna al centro delle cronache di tutto il mondo, più o meno, cambiando quel che dev’essere cambiato, come quando era sede imperiale? Troppi fantasmi, misteri e segreti per una sola storia? No, niente affatto: è, questa, un’indagine serrata, un’esegesi certosina, dalla trama preziosa come quella d’un arazzo, dell’ambizione, scritta in stato di grazia. Da non perdere assolutamente.

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