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“Veneti in controluce”

813Bpie1i3L._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Un merlo scende in picchiata sull’erba del brolo…

Veneti in controluce, Giuseppe Ausilio Bertoli, Fernandel. Nella longlist del prestigioso premio Comisso. Come sempre, nel momento in cui si generalizza, si fa di tutt’erba un fascio, e per definizione è inevitabile che si commettano, se non degli errori, quantomeno delle approssimazioni: ma certo è che ci sono delle caratteristiche che inevitabilmente accomunano – gli uomini del resto sono animali sociali – le persone che condividono una certa area geografica, che si beano dello stesso paesaggio, che affrontano situazioni analoghe, che edificano un proprio immaginario collettivo: dunque non è di sicuro sbagliato, per dire, parlare dei veneti come di gran lavoratori, tanto che a loro, solo per fare un esempio, fu affidato in gran parte, essendo contadini sopraffini che alle loro latitudini facevano la fame, il compito della bonifica, come la toponomastica spiega e manifesta, dell’agro pontino in epoca fascista. Bertoli descrive la comunità con brillantezza e lessico originale e vario: da leggere. Interessante, riuscito, piacevole.

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Una risposta a "“Veneti in controluce”"

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