Libri

“Marcia notturna”

713hjtR-opL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Kohli comunque non aveva mai desiderato lavorare nel baracchino del tè e la sua riluttanza a collaborare in quella giornata così impegnativa era stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso per il suo esausto padre. L’anno prima Kohli era scappato con suo fratello maggiore per un periodo di sei mesi in una fornace di mattoni nel Bengala Occidentale. La tensione di Kohli in effetti derivava dal suo risentimento verso l’eccesso di controllo genitoriale da parte di suo padre. E come se la cavava con la scuola? Domandai a Kohli. La scuola, dichiarò, era una perdita di tempo. Sapevo che era vero perché mi era capitato di insegnare da quelle parti, per alcune ore al giorno, quando avevo tempo libero. Quasi sempre ero l’unica insegnante presente, benché dai registri figurassero in tutto quattro insegnanti, oltre al preside. Non c’erano panche su cui sedersi. I libri di testo, ordinati otto mesi prima, dovevano ancora arrivare. E si diceva che il preside, apparentemente un pedofilo, avesse violentato quattro ragazze. La scuola era solo un pretesto per deviare altrove i fondi stanziati per gli stipendi, oltre al denaro e ai materiali per la mensa gratuita del mezzogiorno che si aggiungeva alle riserve di denaro in nero destinate agli imprenditori edili. Il programma della mensa di mezzogiorno era un’iniziativa varata dal governo per scoraggiare il lavoro minorile e incoraggiare l’alfabetizzazione, fornendo appunto pasti gratuiti ai bambini in età scolare (e di conseguenza aumentare le iscrizioni scolastiche); ma in queste aree era più che altro noto come un modo per alimentare il mercato nero di cherosene, nonché del riso e persino del dal. I commercianti e gli intermediari responsabili della distribuzione del carburante e degli oli destinati in sovvenzione per le scuole si rivendevano quelle provviste con profitto.

Marcia notturna – Nel cuore della guerriglia rivoluzionaria indiana, Alpa Shah, Meltemi, traduzione e cura di Daniela Bezzi. I naxaliti sono guerriglieri maoisti attivi nelle foreste del centro dell’India vestiti di verde oliva che combattono animati dall’utopia della conquista del potere, che ritengono possibile solo ed esclusivamente per il tramite dell’attuazione di un progetto rivoluzionario e di una strategia sovversiva. Fra di loro, nell’anno del Signore duemiladieci, c’è una donna. È l’unica. È il solo individuo che non porti armi con sé. È una studiosa. È un’antropologa. È una testimone. Vuole indagare. Conoscere. Capire. Descrivere. Raccontare. È Alpa Shah. E questa è la sua storia. Magistrale e interessantissima.

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