Libri

“L’impero della polvere”

91ms4Rq7HcL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Li osservai ridere e guardarsi, come se fossero più vicini di quanto erano realmente, uno di fronte all’altra. Pensai che volessero toccarsi, ma che si trattenevano per causa mia, o che si stessero già sfiorando con le gambe, sotto il tavolo. Pensai a mio padre, in Russia. Se la storia fosse stata vera, sarebbe stato quello il motivo, l’avrebbe fatto per salvarsi. Poi mi diedi della stupida per il mio credere alle storie. Mi diedi della bambina.

L’impero della polvere, Francesca Manfredi, La nave di Teseo. Il padre non c’è. Se n’è andato. Ma ogni tanto torna. La nonna è severa. E molto timorata di Dio. La madre è bella. Bellissima. Inafferrabile. È come una fiamma. Come una fiera. Come l’acqua, che non ha forma e non si può comprimere. Come il vento, che non si può arrestare. E Valentina vive con lei e con la di lei madre, terza di tre donne, anche se ha solo dodici anni, nella casa di campagna che in paese chiamano cieca, che sembra ergersi dalla polvere, che pare averne le fondamenta intrise e invase, che sembra essere fatta di quello stesso immateriale e denso pulviscolo, trarne vigore, affondarvi le radici, mentre l’estate si fa calda, sensuale, il corpo di Valentina cambia, e i legami, le cose che restano, come bisce sinuose strisciano tra i sassi, scavano il proprio percorso, mutano pelle per sempre… Magistrale, ammaliante, splendido.

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