Libri

“Molto difficile da dire”

71kFh-Al+FL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Dalla finestra della cucina ho assistito al rito della morte e della nascita di una casa borghese del centro di Milano.

Architetto, designer, fotografo, figlio d’arte dai molteplici interessi, scrittore, critico, saggista, intellettuale, artista, maître à penser, a lungo compagno di vita di Fernanda Pivano, a lui si debbono la libreria Casablanca, l’edificio condominiale di via Roma a Marina di Massa, celebri opere d’arte e un gran numero di macchine per scrivere, dato il diuturno sodalizio con Olivetti: Ettore Sottsass, di cui Adelphi pubblica in una monumentale, maneggevolissima e ancor più preziosa, a partire dalle magnifiche illustrazioni, una delle quali si sviluppa quasi come un vero pop-up, edizione, curata e commentata da Matteo Codignola, Molto difficile da dire, è il Vasari del tempo moderno, a cavallo tra il secolo breve e l’attuale protervo e scombiccherato millennio. In questa raccolta di testi geniali, inediti e non, che rifuggono ogni classificazione, risalenti agli anni Sessanta e Settanta del Novecento, dai titoli sapidi, giocosi e ricchissimi di livelli di lettura e chiavi d’interpretazione (Molto difficile da dire, Humor, Le pietre cadute sui prati, Alle sorgenti del Nilo, Comunisti, africani e barcamenosi, Un’India spelacchiata, Templi in India, Design, Appunti per il progetto di una casa al mare, Le ceramiche delle tenebre, Agosto ’66, Col permesso della censura, L’uso della luce, Il povero Richards. Un’esperienza con la ceramica, Il controdesign, I container impassibili. Progetto per una mostra al Moma, Per ritardato arrivo dell’aeromobile, Quando ero piccolissimo, Haiku e suspense, Lettera a Riccardo Dalisi, Rituale di morte e nascita di una casa borghese del centro di Milano, Il rituale per fare una casa sumera, Definizione di design, Il popolo lontano, Acqua minerale diuretica, Il convegno di Lilla, Voglio risolvere per sempre il problema mondiale dell’architettura) conduce con mano sicura il lettore in un viaggio arlecchinesco al centro dell’eccentricità e dell’intelligenza: da non perdere.

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