Libri

“Locanda Tagliamento”

61E2HZOZlLL._AC_UL320_.jpgdi Gabriele Ottaviani

C’è sempre un momento preciso, spesso d’improvviso, nel quale la tua mente chiama “Tagliamento”. È un richiamo ancestrale ed è impossibile non ascoltarlo, non ubbidirgli. Può accadere di mattina, di sera, a metà pomeriggio. La fortuna di essere liberi, di non aver alcun cartellino da timbrare, permette di lasciarmi trasportare da queste voci senza dover impazzire nel ricavarmi un paio di ore tutte per me, e per Lui. È l’inizio di un rito. Sale, pepe, il fedele coltellino da tasca, una bottiglia d’acqua, caffè in grani, moka e macinino sono gli ingredienti primari seguiti dall’essenziale pietra ollare dove cucinerò la carne e farò arrossire il pane. La vecchia Atala ha le ruote sempre un poco sgonfie forse per qualche microscopico foro che la pigrizia non mi fa riparare o forse perché proprio quest’ultima mi impedisce persino di cercare la pompa dell’aria per dare loro un po’ di pressione in più. Non importa, i fini copertoni tubolari, assolutamente inadatti per la grava, soffriranno di meno se non troppo duri. È una geniale scusa sufficiente per farmi partire senza rimorsi. A dire il vero potrei almeno sistemare il cambio che resta bloccato sulla penultima corona posteriore, quella prima della più piccola, dando maggior fatica alla pedalata e che mi impone di scendere anche solo alle brevi salite degli argini. Prendo il pane e prendo un po’ di carne: ultimo contatto con le persone prima di avviarmi verso le strade bianche sulla riva destra orografica del fiume.

Con racconti brillanti, raffinati, intensi, eleganti, limpidi, avvincenti, compiuti, di Luigina Battistutta, Matteo Bellotto, Devis Bonanni, Luca A. D’Agostino, Fabiana Dallavalle, Anna Dazzan, Paolo Forte, Nicolò Giraldi, Cristina Noacco, Giacomo Trevisan e la prefazione di Davide Papotti, in cui, sin dal magistrale incipit – I fiumi sono figure archetipiche dell’immaginario geografico socialmente condiviso. Depositari della risorsa liquida necessaria al sostentamento vitale, arterie di trasporto, fonti di approvvigionamento alimentare, i corsi d’acqua dolce sono una risorsa fondamentale per l’umanità. Lungo le loro sponde le comunità si sono preferenzialmente insediate nel corso della storia. Non troppo vicine (il fiume può essere assai pericoloso), ma mai troppo lontane. Ad una rispettosa distanza, in una intimità mai eccessiva. Una posizione così centrale nell’esistenza conduce inevitabilmente le società ad assegnare valori spirituali ai corsi d’acqua: basta leggere le pagine della Teogonia di Esiodo per comprendere come i fiumi (a maggior ragione nell’arida Grecia, in cui l’acqua è un bene prezioso e raro) fossero equiparati a divinità, abitati da esseri soprannaturali, dotati di un potere misterioso e insondabile. L’acqua dolce, con il suo potere detergente, non ha rappresentato soltanto il luogo di lavoro storico delle lavandaie e di tutti coloro che cercavano nell’elemento liquido la capacità di mondare le impurità, le macchie, la polvere, la sporcizia. Il potere lustrale è stato facilmente traslato in una dimensione etica e spirituale: l’acqua è diventata, nelle pratiche religiose, elemento purificatore, consacrazione di una benedizione, ingrediente per il battesimo… – si sottolinea il valore simbolico, storico, etico, economico, morale, sociale, culturale, politico, allegorico dei corsi d’acqua, la cui limitrofa presenza era, soprattutto in tempi antichi, alla stessa stregua della possibilità di arroccarsi in una posizione elevata tale da consentire la visione ampia d’insieme del panorama per difendersi dai nemici, condizione di enorme rilievo nella determinazione della scelta del luogo dove scavare le fondamenta di una nuova città, Locanda Tagliamento, di Bottega Errante Edizioni, indaga e declina in una caleidoscopica e interessante policromia la dimensione fluviale prendendo le mosse da un corso particolarmente evocativo, per ragioni pure linguistiche e belliche. In questo modo si tesse con maestria un arazzo accurato della condizione umana a partire dal suo legame con l’ambiente, non un semplice fondale, ma un vero e proprio protagonista, eroe, antieroe, antagonista e aiutante, in ossequio alle sempiterne regole della fabula. Da non perdere.

Standard