Libri

“I quattro cigni”

81Pvanw6d5L._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

In cielo i gabbiani continuavano a volteggiare, a lanciare grida e lamenti in una litania intermittente.

I quattro cigni – La saga di Poldark, Winston Graham, Sonzogno, traduzione di Maura Parolini e Matteo Curtoni. Composto di tre libri che si concludono con sillabe consonanti, te, te e to, il sesto e splendido – non che sia una novità, anzi… – volume della saga di Poldark, che tanta fortuna ha avuto e ha anche al di là del confine della pagina e sullo schermo, ci trasporta nuovamente sulle ali della sua prosa ampia e raffinata, preziosa come un arazzo antico, nell’ammaliante e scabra Cornovaglia, negli anni fra il millesettecentonovantacinque e il millesettecentonovantasette, quando Napoleone svendette Venezia agli odiati Austriaci in quel di Campoformio generando l’ira funesta del Foscolo: Ross sembra essersi di nuovo rimesso in carreggiata, ma i quattro cigni della sua esistenza, ossia le donne della sua vita, sono in contemporanea in crisi nera, ed è dunque tempo di nuove avventure, battaglie, tensioni, ambasce, speranze. Demelza, amata e tradita, non è indifferente al fascino di un giovane ufficiale di Marina salvato in Francia dallo stesso Ross, Elizabeth, l’antica fiamma, moglie di Warleggan, è in balia della di lui esiziale gelosia, Caroline si sente ogni giorno più distante da Dwight e Morwenna è vessata dal marito, il reverendo – ma non ha nulla di ammirevole, tutt’altro… – Osborne Whitworth, da cui attende una creatura. E… Imprescindibile.

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