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“Re di picche”

91as9qzpySL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Se era così che voleva giocarsela Colton, per lui non c’era alcun problema. Seguì i due verso il retro del club, attraverso una serie di pesanti tende nere che conducevano a uno stretto corridoio con file di sezioni separate da altre tende su ogni lato. La musica sovrastava i gemiti e i grugniti. Colton condusse il tizio che aveva rimorchiato dentro una delle stanze vuote, lasciandogli la mano prima di girarsi verso Ace, che aveva preso posizione fuori per aspettare. «Oh, no. Così non va bene. E se prova a farmi del male?» Ormai Colton farfugliava le parole. Nonostante il tono sommesso, i suoi occhi erano colmi di rabbia. «Adesso fai il bravo, piccolo poliziotto da centro commerciale, e stai in piedi all’interno della tenda.» Ace fece come richiesto, la mascella serrata con forza mentre Colton si concedeva di farsi spingere contro la parete più distante. Lo sentì mugolare mentre l’uomo gli sbavava addosso, baciandogli il collo, la parte bassa della mascella, il viso. Lo vide alzare le braccia sopra la testa, gli occhi su di lui, con l’altro che gli slacciava i pantaloni e glieli tirava giù con uno strattone, gemendo per i boxer rossi attillati. Abbassò anche quelli, ma Ace distolse lo sguardo prima di riuscire a vedere qualcosa. Ignorò la risatina di Colton, seguita rapidamente da un ansito decadente. I suoni successivi gli fecero serrare la mascella con tanta forza da fargli temere di rompersi qualcosa. O Colton stava ricevendo il miglior cazzo di pompino nella storia dei pompini, o stava esagerando apposta per farlo incazzare. Se avesse dovuto tirare a indovinare, Ace avrebbe detto la seconda. «Oh, cazzo, sì. Succhiamelo così. Oddio, la tua lingua è fantastica sulle mie palle.» Invece di arrabbiarsi, Ace dovette trattenere una risata. Doveva rendergliene merito. Quel tizio era una testa calda. Ed era determinato a ottenere ciò che voleva. Stronzetto. Ace controllò l’espressione del viso mentre si concentrava sulla parete nera che aveva davanti e non su Colton che si dimenava, annaspava e gemeva alla sua destra. Era come ascoltare un porno. Ace aveva le mani serrate davanti all’inguine. Regolarizzò il respiro e si concentrò sul proprio lavoro. Qualsiasi reazione Colton sperasse di tirargli fuori, non l’avrebbe ottenuta, e la cosa divenne palese quando l’uomo gridò in modo drammatico: «Oddio, sto per venire!» Ace strinse le labbra in una linea sottile per evitare di scoppiare a ridere. Beh, qualcuno era un po’ una diva. «Devi farti scopare,» mormorò Colton prima di guardare Ace. «Ehi, hai un preservativo?» Sapeva esattamente cosa stesse cercando di fare: qualcosa che avrebbe potuto funzionare con qualcun altro, ma non con lui. Allungò una mano nella tasca della giacca, tirò fuori un preservativo e una confezione di lubrificante e se li gettò entrambi alle spalle mentre si voltava verso la tenda. «Non metterci troppo. La macchina aspetta.» Ace allungò una mano verso la tenda quando Colton gridò: «Dove diavolo pensi di andare?» Lui nascose il sorriso. «Fuori. Devo proteggerti, non aiutarti ad avere un orgasmo.» «Non allontanarti da me,» replicò Colton con tono indignato, mettendosi in piedi davanti a lui. Si chiuse i pantaloni, la camicia rossa mezza dentro e mezza fuori dalla cintura. Era talmente alterato che stava praticamente vibrando. Aveva la pelle rossa quasi quanto la camicia. Si passò una mano tra i capelli già arruffati. Ace non riuscì a trattenere una risatina. Sembrava che il signor Colton Connolly fosse un po’ troppo abituato a fare a modo suo.

Re di picche, Charlie Cochet, Triskell, traduzione di Emanuela Graziani. Ace, bellissimo e sfrontato, faceva parte delle forze speciali, ma ora la sua professione è diversa: si trova in Florida, ed è uno dei proprietari della Four King Security, ditta privata cui, sentendosi minacciato, chiede protezione Paxton, imprenditore e deus ex machina della Connolly Maritime, di cui, prima di ricevere inquietanti e mortiferi messaggi, era in procinto di passare serenamente in mano le redini al figlio Connolly, scottato da una precedente relazione ma sempre più sedotto dall’irritante Ace, che da un lato ricambia la crescente attrazione ma dall’altro non ha mai mescolato il lavoro con la passione. Questa volta, però, la situazione è ulteriormente complicata… Intrigante.

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