Libri

“Lettere dall’universo”

91dlUz5cfxL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Aveva il viso accartocciato come se qualcuno glielo avesse annodato stretto.

Lettere dall’universo, Erin Entrada Kelly, Rizzoli, traduzione di Giuseppina Oneto. Vincitore della Newbery Medal. A differenza di Valencia, che non sente dalla nascita ma non si ferma dinnanzi a nulla, Virgil è gracile, timido, insicuro, a tal punto che, come se non sapesse o volesse mai uscire dal suo guscio, finanche i suoi genitori lo chiamano Tartaruga: per fortuna che ha Gulliver, il suo porcellino d’India, a cui però Chet, il peggior bullo del quartiere, fa uno scherzo terribile. Le loro esistenze, come pure quella di Kaori Tanaka, che sa leggere le stelle, consultare i cristalli e addirittura preconizzare l’avvenire, non hanno inizialmente punti di contatto, ma, come per un effetto domino, si concatenano via via in maniera sempre più stretta, simbolica, variegata e sorprendente: per tutti, da leggere.

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